17 Febbraio 2026
/ 17.02.2026

L’effetto Giochi dà una spinta all’economia

Per due settimane la città ha funzionato come un grande hub internazionale. L’impatto economico sul solo territorio milanese supera i 2,5 miliardi di euro tra spesa diretta, indotto e ricadute lungo la filiera locale

Il 22 febbraio Milano archivierà le Olimpiadi invernali con un bilancio che andrà oltre il racconto sportivo. Per oltre due settimane la città ha funzionato come un grande hub internazionale: flussi turistici sostenuti, strutture ricettive sotto pressione, servizi urbani messi alla prova. Ma soprattutto numeri economici che fotografano una scossa significativa per il territorio.

Le stime più accreditate indicano che l’impatto economico sul solo territorio milanese supera i 2,5 miliardi di euro tra spesa diretta, indotto e ricadute lungo la filiera locale. Alberghi, ristorazione, trasporti, commercio e servizi hanno beneficiato di un’accelerazione rara per intensità e concentrazione temporale. Una spinta che si riflette anche nel valore aggiunto generato, con effetti tangibili per imprese e occupazione.

La città al centro del palcoscenico

Milano non è stata una semplice cornice. Tra gare, eventi ufficiali e appuntamenti collaterali, il calendario ha trasformato la città in uno dei fulcri operativi dei Giochi. Le aree olimpiche, le venue sportive e i luoghi simbolo hanno attratto visitatori, delegazioni, staff e media internazionali. Il risultato è stato visibile: metropolitane affollate, taxi introvabili nelle ore di punta, locali pieni ben oltre la tradizionale stagionalità invernale.

Il comparto dell’ospitalità ha registrato tassi di occupazione prossimi alla saturazione, con un mix di turismo sportivo, business e leisure. A trainare non solo i pernottamenti, ma anche la spesa media: ristoranti, retail e servizi culturali hanno intercettato una domanda più alta e più propensa a consumare.

Investimenti e infrastrutture: l’eredità visibile

L’effetto Olimpiadi non si misura soltanto nei giorni delle competizioni. Una parte consistente del valore generato nasce dagli investimenti anticipati o accelerati: riqualificazioni urbane, miglioramenti nella mobilità, interventi sulle strutture sportive e ricettive. Opere che restano, al netto del dibattito sempre acceso su costi, tempi e priorità.

Milano ha sfruttato l’occasione per rafforzare la propria immagine di città globale, efficiente e attrattiva. Un posizionamento che pesa nella competizione europea per eventi, capitali e talenti. La visibilità internazionale, amplificata dalla macchina mediatica olimpica, rappresenta un asset destinato a produrre effetti anche nei prossimi anni, soprattutto sul turismo e sugli investimenti esteri.

Una spinta che guarda oltre il 2026

Le proiezioni economiche suggeriscono che la dinamica positiva non si esaurirà con la chiusura dei Giochi. L’onda lunga riguarda il turismo, la reputazione internazionale e la fiducia degli operatori economici. In altre parole, le Olimpiadi hanno funzionato come un moltiplicatore, capace di rafforzare tendenze già presenti nell’economia milanese.

Naturalmente non mancano le ombre. L’aumento temporaneo dei prezzi, la pressione sugli affitti brevi e il rischio di investimenti poco sostenibili nel lungo periodo restano temi aperti. Ma il quadro complessivo racconta di una città che ha retto l’impatto organizzativo e che ora incassa i benefici economici.

Milano-Cortina 2026 si chiude così: con il ricordo delle gare e con un dato difficilmente contestabile. Per Milano, i Giochi non sono stati soltanto spettacolo. Sono stati, soprattutto, economia reale.

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