L’Italia sta puntando su una versione soft dell’elettrico. A fare il pieno di immatricolazioni sono le ibride plug-in, quelle che si ricaricano alla presa ma conservano anche un motore tradizionale. Secondo i dati diffusi da ACEA, a luglio le vendite in Italia sono letteralmente esplose: più 83% rispetto allo stesso mese del 2024, con quasi 9 mila nuove targhe.
L’onda europea, l’accelerazione italiana
Il fenomeno non è solo italiano: in tutta l’Unione europea le plug-in crescono a ritmi sostenuti, con oltre mezzo milione di veicoli venduti nei primi sette mesi dell’anno. Ma da noi la curva è ancora più ripida. L’Italia, che fino a ieri arrancava nel confronto con i partner europei sull’elettrico, ora spinge forte sull’ibrido “alla spina”, segno che la formula della doppia alimentazione convince sempre più automobilisti.
Le auto completamente elettriche non restano al palo: a luglio le immatricolazioni sono salite di quasi il 38%, superando le 5.800 unità. È un passo avanti significativo, ma non ancora il salto che servirebbe per colmare il divario con i Paesi dove le BEV hanno già conquistato fette consistenti di mercato.
I vantaggi delle plug-in
Sul fronte delle ibride tradizionali la crescita è più contenuta, intorno al 5%, ma sufficiente a confermare la loro posizione di maggioranza relativa. Intanto, i motori a benzina e soprattutto i diesel continuano a perdere terreno. Il calo è netto e costante, segno che il vecchio cuore fossile dell’automobile batte sempre più piano. Tra giugno e luglio auto a benzina e diesel hanno coperto complessivamente solo il 36% del totale delle vendite.
La chiave del successo delle plug-in è semplice: offrono il vantaggio di viaggiare in elettrico per gli spostamenti brevi e la tranquillità del motore termico quando l’autonomia della batteria non basta. In un Paese dove la rete di ricarica cresce ma non è ancora capillare, questa soluzione appare come il compromesso più rassicurante. A spingere la domanda ci sono anche gli incentivi statali, che rendono più conveniente il salto verso modelli meno inquinanti.
Un segnale di cambiamento
Il boom italiano delle ibride plug-in non racconta solo un trend di mercato, ma segna un passaggio culturale: gli automobilisti stanno accettando che il futuro non sarà più dominato da benzina e gasolio. Il Paese sembra aver trovato nella formula ibrida la porta d’ingresso più comoda verso una mobilità diversa.