Milano si prepara a celebrare la Giornata Internazionale della Donna con l’apertura gratuita delle sue istituzioni culturali statali. L’iniziativa, promossa dal ministero della Cultura, trasforma l’8 marzo, che quest’anno corrisponde a una domenica, in un’occasione di riappropriazione degli spazi pubblici, lontano dalla retorica delle celebrazioni di facciata. L’offerta è legata al sistema museale statale, che vede la Pinacoteca di Brera e il Cenacolo Vinciano come capofila.
La sfida del “click day”
Se il valore dell’ingresso è nullo per il portafoglio delle visitatrici, l’impegno logistico resta alto. Per l’Ultima Cena di Leonardo, i biglietti saranno disponibili attraverso i consueti canali di vendita a partire dalle ore 12:00 di oggi, venerdì 27 febbraio. La prenotazione è obbligatoria e, come ogni anno, si prevede l’esaurimento dei posti in pochi minuti.
Il Cenacolo, ricordiamolo, è parte integrante del Polo museale milanese insieme alla Pinacoteca di Brera, alla Biblioteca Braidense e al nuovo Palazzo Citterio. Anche a Brera l’ingresso sarà gratuito per le donne, ma la regola d’oro non cambia: prenotare in anticipo per evitare di restare fuori dai cancelli. In una giornata di grande affluenza, la gestione digitale degli accessi è l’unico strumento per garantire la tutela delle opere e la qualità della visita.
Oltre lo Stato: la rete di MuseoCity
L’8 marzo 2026 si inserisce nel palinsesto di Milano MuseoCity (in programma dal 6 al 15 marzo). Questa sovrapposizione amplia l’orizzonte oltre i siti statali. Molti musei civici e fondazioni private si allineano all’iniziativa ministeriale proponendo non solo riduzioni, ma soprattutto percorsi guidati incentrati sulle figure femminili che hanno fatto la storia dell’arte o che popolano le collezioni milanesi.
Dal Museo del Novecento alla Galleria d’Arte Moderna (GAM), l’obiettivo è trasformare la domenica in un laboratorio diffuso. Si tratta di un invito a scoprire come il patrimonio culturale milanese sia intrinsecamente legato a storie di collezioniste, artiste e intellettuali spesso rimaste nell’ombra dei grandi cataloghi.
Una scelta di sostenibilità culturale
In una Milano dove il costo della vita e dell’intrattenimento continua a salire, la domenica dell’8 marzo offre una boccata d’ossigeno.
L’utilità di questa giornata risiede nel rompere la barriera economica, permettendo a studentesse e residenti di riabitare i luoghi simbolo della città. Il consiglio pratico rimane quello della tempestività: consultare i siti ufficiali già da oggi per assicurarsi un posto.
