13 Febbraio 2026
/ 13.02.2026

Monte Puscio, il balcone della Brianza dove il tempo si ferma

Tra i boschi di Albavilla e la storica Croce di Maiano: un’escursione per tutti, sospesa tra il blu dei laghi e l’infinito della pianura

A poco più di un’ora d’auto da Milano, il Monte Puscio offre un’escursione che coniuga accessibilità, paesaggio e silenzio. Siamo sulle prime propaggini prealpine, in provincia di Como. Qui, senza affrontare dislivelli impegnativi, è possibile immergersi in un ambiente di boschi, prati d’altura e scorci che si allungano fino alla pianura Padana.

Un sentiero per tutti

Il punto di partenza più utilizzato è l’Alpe Vicerè, sopra Albavilla, facilmente raggiungibile in auto. Dal parcheggio, il tracciato si snoda lungo una strada agro-silvo-pastorale che sale verso la Capanna Mara, rifugio e luogo di sosta per gli escursionisti. Il dislivello complessivo resta contenuto, attorno ai 300 metri, con saliscendi brevi e mai tecnici. La camminata si presta anche a chi ha poca esperienza, alle famiglie e a chi cerca una giornata all’aria aperta senza rinunciare al comfort. In circa un’ora e mezza si raggiunge la meta, con un tempo simile per il rientro.

L’ultimo tratto e il panorama

Superata la Capanna Mara, un sentiero più stretto devia sulla destra, in corrispondenza della bandiera italiana, e conduce verso la Croce di Maiano. Qui la pendenza aumenta leggermente, ma solo per pochi minuti. L’arrivo è annunciato da uno spiazzo erboso che si apre all’improvviso, regalando una vista ampia e pulita. A circa 1.200 metri di quota, lo sguardo spazia sui laghi di Pusiano e Annone, sulle colline brianzole e, nelle giornate terse, sull’intera distesa della pianura fino agli Appennini. È un punto di osservazione privilegiato, dove il paesaggio invita a fermarsi, sedersi e lasciare scorrere il tempo.

Una croce che racconta

Installata nel 1964 insieme a un piccolo altare, la Croce di Maiano rappresenta un luogo di incontro per la comunità locale. Ogni primo maggio vi si celebra la messa, rinnovando una tradizione che lega spiritualità e territorio. La struttura porta con sé anche una memoria industriale: fu realizzata con le rotaie dismesse della tranvia Stecav, che per oltre quarant’anni collegò Como e Lecco passando da Erba-Incino. Un riuso che intreccia storia dei trasporti, fede e paesaggio.

Il Monte Puscio e la Croce di Maiano raccontano una montagna fatta di passi lenti, panorami ampi e tracce del passato. In un territorio densamente abitato, la possibilità di raggiungere in poche ore un luogo aperto e silenzioso rappresenta un valore sempre più raro.

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