26 Febbraio 2026
/ 26.02.2026

Musei gratis, città più vive: Milano apre le porte e lancia una sfida culturale

Mentre Londra rivede il modello della gratuità e Roma pensa a formule selettive, Milano rilancia l’accesso libero alla cultura con la Domenica al Museo. Una scelta che parla di diritti, inclusione e futuro urbano

Londra sta ripensando il modello dei musei gratuiti non solo per gestire i flussi turistici, ma soprattutto perché il sistema, schiacciato dall’aumento dei costi e dai tagli ai fondi pubblici, rischia di non essere più sostenibile. Roma valuta agevolazioni mirate per i residenti, per alleggerire la pressione dell’overtourism senza rinunciare all’accesso culturale. Milano, invece, sceglie un’altra strada: allargare, moltiplicare, aprire. Domenica 1° marzo torna “Domenica al Museo“, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito in decine di luoghi simbolo della città: è un banco di prova su come rendere la cultura un bene realmente condiviso.

La cultura come infrastruttura urbana

Nelle grandi città europee, il rapporto tra turismo, vivibilità e accesso ai servizi culturali è diventato una questione centrale. Aprirli gratuitamente significa renderli parte integrante della vita quotidiana.

Milano sembra voler spingere in questa direzione. L’ingresso libero, anche se limitato a una domenica al mese, permette a studenti, famiglie, giovani e anziani di tornare a frequentare spazi spesso percepiti come distanti o costosi. È un modo concreto per democratizzare la fruizione culturale e ricostruire un legame diretto tra cittadini e patrimonio pubblico.

Palazzo Marino: il palazzo diventa città

La novità più significativa di questa edizione è l’apertura gratuita di Palazzo Marino, sede del Comune. Un luogo solitamente legato alla politica e all’amministrazione che, per un giorno, si trasforma in spazio pubblico da esplorare. Le visite guidate, su prenotazione obbligatoria, conducono i visitatori in un percorso di circa un’ora e un quarto attraverso gli ambienti più rappresentativi del palazzo cinquecentesco.

Aprire la casa istituzionale dei milanesi significa ridurre la distanza tra cittadini e potere pubblico, restituendo valore simbolico a spazi spesso vissuti come inaccessibili.

Dal Cenacolo alla moda: una mappa diffusa

Accanto a Palazzo Marino, la “Domenica al Museo” disegna una mappa culturale urbana. Dal Cenacolo Vinciano alle Gallerie d’Italia in piazza Scala, dove convivono fotografia, arte contemporanea e grandi eventi espositivi, dalla Pinacoteca di Brera all’Armani/Silos, che racconta la moda come linguaggio culturale e sociale.

Completano il quadro il Museo Archeologico, i musei del Castello Sforzesco, la Fondazione Rovati e il Museo del Novecento. Un sistema diffuso che consente di attraversare secoli di storia, linguaggi e visioni in un’unica giornata, senza barriere economiche.

Gratuità, non consumo veloce

Il rischio, inevitabile, è che la gratuità si traduca in sovraffollamento e fruizione superficiale. Per questo la gestione delle prenotazioni, dei flussi e dei tempi di visita diventa cruciale. Ma l’obiettivo resta chiaro: trasformare l’accesso libero in un investimento sociale, non in una semplice operazione promozionale.

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