Dal punto di vista del mercato niente da dire: il Prosecco va alla grande. E per l’export non ne parliamo. Ma proprio questo enorme successo è la ragione di una crisi di cui si vedono solo le prime avvisaglie. Il Prosecco ha colonizzato una buona parte del Friuli Venezia Giulia e del Veneto: si coltiva dappertutto, fino sotto i balconi. E con un uso di chimica di sintesi molto contestato: gli ambientalisti parlano di monocoltura del vino e di un impatto ambientale che ha superato i limiti.
Del resto con il valore che ha un fazzoletto di terra destinato a quelle bollicine è difficile dire di no. Ma il no è stato pronunciato a San Vendemiano, in provincia di Treviso: sei mila metri quadrati destinati a diventare l’ennesimo vigneto per la produzione del celebre Prosecco sono stati invece trasformati in un orto-giardino biologico e biodinamico, aperto alla comunità e animato dallo spirito della cura, della bellezza e della biodiversità.
È il progetto che NaturaSì presenterà domenica 15 giugno durante la “Festa dell’Orto Giardino”, una giornata di condivisione e scoperta, pensata per dipendenti, cittadini e curiosi. Una scelta simbolica e concreta insieme: in un’area martoriata dalla pressione della monocoltura intensiva, dove il Prosecco ha ormai colonizzato ogni zolla disponibile, l’azienda ha deciso di invertire la rotta.
“Coltivare, non solo vendere”
“Bisogna coltivare, non solo vendere”, spiega Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì. “Gli ettari accanto al nostro magazzino di San Vendemiano erano destinati alla piantumazione di un vigneto. I vigneti da noi stanno diventando una monocoltura che avvelena la terra e le persone, per produrre quel vino tanto famoso, ma con il quale sicuramente in futuro non potremo nutrire i nostri bambini. Quel pezzo di terra ora è un giardino, un orto condiviso e biologico. Un luogo di bellezza e armonia, dove si coltiva anche l’anima di chi lavora in azienda, ma anche di tutti coloro che lo visitano”.
Così, accanto al magazzino aziendale, è nato un organismo agricolo vivo, costruito secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Niente chimica di sintesi, nessuna forzatura produttiva. L’Orto-Giardino di San Vendemiano è più di un terreno coltivato: è un piccolo mondo. Ci sono orti affidati ai dipendenti, una sezione dedicata alla mensa aziendale, aiuole fiorite, un frutteto con varietà dimenticate, siepi campestri, animali da cortile come galline e oche. E poi un laghetto con Flow Form, per rivitalizzare l’acqua e creare un punto di equilibrio tra gli elementi.
Anche la fauna selvatica è la benvenuta: sono stati ricreati ben 25 habitat per attirare specie locali, e una “via dei profumi” accompagna i visitatori tra erbe aromatiche e officinali, offrendo un’esperienza olfattiva tanto educativa quanto emozionale. Un invito a rallentare, osservare e stupirsi.
La festa per celebrare un’idea diversa di futuro
La giornata del 15 giugno sarà un’occasione per vivere questo spazio con tutti i sensi. Dalle 10 alle 18, l’Orto-Giardino aprirà le sue porte a chiunque voglia riscoprire il rapporto con la natura attraverso visite guidate, percorsi sensoriali, laboratori botanici per grandi e piccoli, incontri con esperti faunisti e momenti di musica dal vivo immersa nel verde. Il tutto accompagnato da un pic-nic con cibo semplice e genuino.
Non si tratterà solo di una festa, ma di una dichiarazione di intenti. In un Veneto sempre più ingessato dalle logiche dell’agrobusiness, questa piccola oasi lancia un messaggio chiaro: è possibile coltivare senza sfruttare, costruire comunità attorno alla terra, restituire fertilità a suoli esausti e dignità a chi lavora.