1 Aprile 2026
/ 1.04.2026

Nuove regole: meno cemento, più verde e più pannelli solari

Un nuovo regolamento edilizio ridisegna la Capitale: stop alle colate di cemento, più alberi, energia rinnovabile e spazi permeabili per affrontare caldo e crisi climatica

Roma prova a fare sul serio sul fronte climatico e lo fa partendo da uno dei nodi più concreti: come si costruisce. Il nuovo regolamento edilizio, approvato in giunta e in arrivo in Assemblea capitolina, introduce una serie di obblighi che cambiano profondamente il modo di progettare edifici e quartieri. L’obiettivo è ridurre il cemento e aumentare il verde per contrastare l’effetto “isola di calore”, cioè quel fenomeno per cui le città diventano molto più calde delle aree circostanti.

Per gli edifici vengono incentivati tutti gli interventi che migliorano l’efficienza energetica: cappotti termici più spessi, serre bioclimatiche e locali tecnici non verranno più penalizzati nei calcoli urbanistici.

La novità più importante riguarda il suolo. Nei nuovi interventi edilizi, almeno il 50% delle superfici dovrà essere permeabile, cioè libero da cemento o asfalto: l’acqua piovana dovrà tornare a infiltrarsi nel terreno invece di trasformarsi in ruscelli durante le tempeste. Inoltre almeno il 20% dell’area dovrà essere destinato a vegetazione, con alberi anche di medio e alto fusto. Non piantine ornamentali, quindi, ma elementi in grado di incidere davvero sul microclima urbano. E infine almeno il 30% degli spazi aperti dovrà essere ombreggiato, attraverso alberature o strutture dedicate.

Acqua e materiali: la città diventa “circolare

Un altro cambio di passo riguarda la gestione dell’acqua. Diventa obbligatorio il recupero delle acque piovane, che dovranno essere riutilizzate, ad esempio per irrigare il verde. Un modo per ridurre sprechi e alleggerire il sistema fognario, sempre più sotto pressione durante gli eventi meteo estremi.

Sul fronte dei materiali, il regolamento spinge verso soluzioni naturali o comunque capaci di riflettere la radiazione solare, riducendo il surriscaldamento degli edifici. E introduce anche una quota minima di economia circolare: almeno il 15% dei materiali utilizzati dovrà provenire da recupero, riuso o riciclo.

Il capitolo energia è uno dei più incisivi. Il regolamento favorisce l’installazione di impianti fotovoltaici, sia sui tetti sia nei parcheggi. Anzi, nei parcheggi di grandi dimensioni diventa obbligatorio coprire almeno il 50% dei posti con strutture dotate di pannelli solari. Si ottiene così un doppio vantaggio: produrre energia e creare ombra.

Dalla teoria ai cantieri: il banco di prova

Un primo banco di prova sarà la riqualificazione dell’ex Fiera di Roma, che dovrà rispettare queste nuove regole. Un intervento simbolico, perché dimostra come il cambiamento non riguardi solo i nuovi quartieri ma anche la trasformazione di aree già urbanizzate.

Del resto le città europee stanno andando tutte in questa direzione: meno impermeabilizzazione, più verde, più energia rinnovabile integrata. Roma prova a recuperare terreno con un impianto regolatorio innovativo e avanzato. Ora bisognerà trasformare queste regole in realtà visibile e misurabile.

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