19 Marzo 2026
/ 19.03.2026

On the road nella Spagna rurale

Sei itinerari sostenibili tra borghi, natura e tradizioni

Viaggiare senza consumare i luoghi è diventato difficile, quasi un lusso. Eppure, tra le pieghe della Spagna rurale, muoversi lentamente è ancora possibile. Meno affollamenti, più natura e la certezza che i tuoi soldi finiscano nelle mani di chi quel territorio lo abita e lo custodisce.

On the road, in autonomia e con la voglia di sporcarsi le scarpe di polvere: ecco sei destinazioni che potrebbero fare al caso tuo.

Aragona

L’Aragona, che si trova nell’entroterra della Spagna nordorientale, è una di quelle regioni che non finiscono quasi mai nelle prime scelte, ed è proprio questo il suo punto di forza.

Albarracín, candidata al Patrimonio Mondiale UNESCO, è probabilmente il borgo medievale più spettacolare di questa regione. Si arrampica a quasi 1.200 metri su uno sperone roccioso circondato da un meandro del fiume Guadalaviar, con le sue case color terra e le mura che seguono il profilo della collina. Nelle vicinanze si trovano i Pinares de Rodeno, area protetta con ripari rocciosi che conservano arte rupestre levantina dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Da lì si può risalire verso i paesi di Aínsa e Alquézar. Aínsa, situata alla confluenza dei fiumi Cinca e Ara e dichiarata Monumento Histórico-Artístico, è una delle porte d’ingresso al Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido, con la sua chiesa di Santa María — uno dei simboli più importanti del romanico aragonese. Alquézar, invece, è stata riconosciuta come Miglior Villaggio Turistico del Mondo nel 2022 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo: si stende ai piedi di un castello di origine islamica riconvertito in collegiata, mentre il fiume Vero attraversa il suo canyon prima di aprirsi alla valle.

Qui tutto invita a rallentare e le strutture ricettive sono spesso ricavate da edifici storici recuperati con attenzione.

Andalusia interna

Lontano dalle città più visitate, l’entroterra andaluso cambia volto. La Sierra de Aracena e Picos de Aroche ha ottenuto nel 2022 il certificato di “Biosphere-certified destination“. La zona vanta un patrimonio eccezionale — dalla Gruta de las Maravillas alla Peña de Arias Montano — e una gastronomia basata su prodotti come il Jamón Ibérico di Jabugo, i funghi gurumelo e le castagne. Il territorio propone visite alle dehesas – pascoli estensivi – per scoprire l’allevamento del maiale iberico, laboratori di produzione del formaggio artigianale e degustazioni guidate.

Spostandosi verso le Alpujarras, ai piedi della Sierra Nevada, il paesaggio si trasforma ulteriormente. Il Barranco del Poqueira ospita tre dei borghi più suggestivi dell’area: Pampaneira (circa 1.000 metri di quota), Bubión con il suo labirinto di vicoli moreschi, e Capileira (1.436 metri), base ideale per escursioni in Sierra Nevada. La tradizione artigiana risale al periodo neolitico, oltre 4.500 anni fa: ancora oggi si producono jarapas (tappeti), articoli in cuoio, ceramiche e oggetti in fibra duesparto.

Galizia e Asturie

In Galizia il turismo marinaro offre esperienze irripetibili: accompagnare le mariscadoras nella raccolta di cuori eduli, vongole o cannolicchi sulla spiaggia; avvicinarsi alle vasche dove si allevano i mitili; oppure assistere all’audacia dei percebeiros che raccolgono il percebe – un tipo di crostaceo – sfidando le onde. A Cambados —capitale del vino albariño e santuario dei frutti di mare – si trovano cantine storiche come il Pazo de Fefiñáns (attivo dal 1904) e un Museo Etnográfico e do Viño ospitato in un’antica canonica del XVI secolo.

Salendo verso le Asturie, il paesaggio si apre su pascoli verdissimi, boschi di pini e felci che arrivano fino alle spiagge, con un turismo prevalentemente locale e un’assenza quasi totale di marchi internazionali. La cosiddetta “Spagna Verde” — che comprende Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi — conta oltre 20.000 posti letto negli alloggi rurali, più di 100 imprese di ecoturismo e 118 esperienze ecoturistiche certificate. Il 33% della sua superficie è paesaggio naturale protetto.

La Garrotxa

In Catalogna, la zona vulcanica della Garrotxa è uno degli esempi più interessanti di gestione sostenibile del territorio. La regione conta 26 riserve naturali ed è considerata l’area vulcanica più grande e meglio conservata della penisola iberica: nel parco si trovano 40 coni vulcanici inattivi e più di 20 flussi di lava basaltica. Tra i vulcani più suggestivi c’è quello di Santa Margarida, nei pressi del borgo medievale di Santa Pau: all’interno della caldera spunta una piccola chiesa romanica immersa in una valle circondata da boschi di lecci.

Olot, Santa Pau, Rupit: paesi piccoli, ma pieni di carattere. Olot è circondata da quattro vulcani — Montsacopa, Montolivet, Garrinada e Bisaroques — e ospita edifici contemporanei dello Studio RCR, vincitore del Premio Pritzker 2017. La cucina vulcanica locale valorizza fagioli bianchi, mais, selvaggina, tartufo nero e le tipiche patate di Olot. La Ruta del Carrilet collega Olot a Girona lungo il tracciato di un’antica ferrovia, con soste nei borghi medievali del percorso. Chi vuole salire in mongolfiera può affidarsi a Vol de Coloms, che organizza voli con partenza da Santa Pau.

Paesi Baschi e Navarra

Tra costa e entroterra, questo itinerario è tra i più vari. Da una parte l’oceano con le sue scogliere e formazioni rocciose uniche; dall’altra vallate verdi, piste ciclabili ricavate da vecchie ferrovie, piccoli centri dove la tradizione è ancora parte della quotidianità.

Lekunberri, nominato tra i “Best Tourism Villages” dall’Organizzazione Mondiale del Turismo, è un buon punto di partenza per esplorare la zona: da qui parte la ciclabile del Plazaola, che percorre il tracciato di un’antica ferrovia attraverso prati e boschi. La Via Verde del Plazaola si estende per circa 68 chilometri verso nord, attraversando la Navarra e il Gipuzkoa con tunnel, ponti storici e paesaggi di montagna.

Le grotte di Mendukilo si trovano nella Sierra de Aralar, a 750 metri sul livello del mare: utilizzata fin dalla prima Età del Ferro, è oggi attrezzata con passerelle sospese e illuminazione dinamica. Il percorso guidato si snoda per 540 metri attraverso tre sale, scendendo fino a 40 metri sottoterra. Per i più avventurosi sono disponibili anche percorsi di speleoturismo.

Tra Castilla-La Mancha e Andalusia

Le Miniere di Almadén, a Ciudad Real, fanno parte del sito UNESCO “Patrimonio del Mercurio: Almadén e Idrija“: uno dei maggiori giacimenti di mercurio del mondo, sfruttato dai tempi dei romani fino ad epoca recente, è stato restaurato e trasformato in Parco Minerario. Si calcola che dalle sue gallerie siano state estratte oltre 250.000 tonnellate di mercurio. Il parco offre la visita alle gallerie scavate tra il XVI e il XVIII secolo, al Museo del Mercurio e all’antico Regio Ospedale Minerario.

A Riotinto il paesaggio contribuisce in modo determinante all’esperienza: colori intensi, quasi irreali. Il Parco Minerario offre diverse alternative di visita, tra cui l’interno della miniera e 12 chilometri dell’antica linea commerciale percorribili a bordo di un treno minerario restaurato. Il parco è stato finalista del programma EDEN (Destinazioni Europee d’Eccellenza) della Commissione Europea. Il museo è ospitato nell’antico ospedale della Compañía de Riotinto — il primo museo in Spagna del suo genere — e custodisce il “vagone del Maharajà“, costruito per un viaggio della Regina Vittoria mai realizzato.

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