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Pandemia, mai più

26.05.2024

I leader sanitari di tutto il mondo si riuniscono a Ginevra per un “accordo pandemico” che permetta di evitare gli errori del passato. La loro missione è quella di dare a tutti i Paesi l’opportunità di trarre vantaggio dai progressi scientifici e dalle tecnologie sviluppate.

La domanda non è se, ma quando: è il monito di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Salute, rispetto alla possibilità di una nuova pandemia. E, in quel quando, ancora indefinito, questa volta il mondo deve farsi trovare pronto. Proprio con questo obiettivo, i leader sanitari di tutto il mondo si riuniranno a Ginevra dal 27 maggio al 1° giugno per l’annuale Assemblea Mondiale della Salute, e, all’ordine del giorno, c’è un nuovo “accordo pandemico” per migliorare la collaborazione internazionale nella preparazione, prevenzione e risposta alle pandemie future.

La mancanza di preparazione e coordinamento globale durante la pandemia del Covid ha infatti evidenziato la necessità di un approccio più strutturato e cooperativo, un approccio che l’OMS ha definito “One Health” e si propone di mettere in sinergia la salute umana, animale e ambientale per prevenire le pandemie attraverso la gestione sostenibile degli ecosistemi e il monitoraggio delle malattie zoonotiche.
In quest’ottica, le priorità – almeno per l’OMS – sono chiare, e uno degli aspetti principali da affrontare sarà il miglioramento della catena di approvvigionamento e logistica, così da garantire una distribuzione globale efficiente delle forniture mediche essenziali, così da evitare carenze che potrebbero mettere a rischio vite umane, soprattutto nei momenti di crisi. Ancora, un altro punto essenziale è la condivisione dei benefici delle innovazioni scientifiche e mediche: è importante che tutti i Paesi, indipendentemente dalle loro risorse economiche, possano trarre vantaggio dai progressi scientifici e dalle tecnologie sviluppate. Un principio di equità, questo, che mira a ridurre le disuguaglianze e garantire che anche le nazioni più vulnerabili siano protette.

Rafforzare i meccanismi di comunicazione e supervisione è un altro obiettivo chiave: una risposta tempestiva ed efficace alle minacce sanitarie dipende anche da una comunicazione chiara e da un monitoraggio continuo delle situazioni emergenti, permettendo anche di coordinare meglio gli sforzi internazionali e intervenire rapidamente in caso di necessità. Anche l’aspetto del finanziamento delle emergenze sanitarie rientra tra le priorità future: la creazione di fondi internazionali dedicati a questo scopo consentirà di mobilitare rapidamente le risorse necessarie per affrontare le crisi, sostenendo i Paesi che potrebbero non avere mezzi sufficienti per rispondere adeguatamente. Infine, sarà importante promuovere la collaborazione internazionale nella ricerca e sviluppo di nuovi trattamenti e vaccini e, in questa direzione, la cooperazione tra Paesi e istituti di ricerca permetterà di accelerare la scoperta e la distribuzione di soluzioni efficaci per combattere le pandemie, migliorando la capacità globale di rispondere alle emergenze sanitarie. Insomma, le priorità su cui concentrarsi sono chiare: saremo in grado di evitare gli errori del passato e proteggere meglio la vita e la salute di tutti?

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