Non servono imprese sportive né tute tecniche: per gli anziani, la salute del cuore passa da un obiettivo sorprendentemente semplice. Quattromila passi. Non ogni giorno, non a ritmo militare, ma fatti con una certa regolarità. È quanto emerge da una grande ricerca che rimette in discussione l’idea che senza allenamenti quotidiani non si vada da nessuna parte.
Seguendo per oltre un decennio migliaia di donne sopra i settant’anni, i ricercatori hanno osservato una cosa molto chiara: chi riesce a raggiungere almeno 4.000 passi in una o due giornate alla settimana vive più a lungo e ha meno problemi cardiovascolari. Non è una promessa miracolistica, ma una differenza statistica robusta. E non è poco.
Il dato interessante è che non conta tanto la frequenza quanto il volume complessivo di movimento. In altre parole: non è obbligatorio camminare tutti i giorni. Anche concentrare l’attività in pochi giorni, purché si raggiunga quella soglia minima, produce benefici concreti. Aumentando a tre giorni a settimana, il vantaggio sulla mortalità complessiva cresce ulteriormente, mentre la protezione per il cuore resta stabile.
Perché funziona? Perché la camminata è l’attività fisica più sana che esista. Non stressa le articolazioni, non richiede attrezzature, migliora la circolazione, rafforza i muscoli e aiuta l’equilibrio. Un mix che, soprattutto in età avanzata, riduce il rischio di malattie cardiache ma anche quello di cadute, fragilità e perdita di autonomia. E c’è un effetto collaterale niente male: muoversi con costanza aiuta anche il cervello, sostenendo attenzione e memoria.
Il messaggio, insomma, è rassicurante e pratico: non serve strafare per stare meglio. Bastano scarpe comode, un marciapiede, un parco, magari una chiacchierata in compagnia. Quattromila passi non cambiano solo la giornata: possono cambiare la traiettoria della salute. E a una certa età, è già una gran vittoria.
