16 Luglio 2024
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Cronaca, Economia

Report Draghi e Letta sulla competitività UE

13.06.2024

Banca Centrale Europea, Francoforte, Germania

Europa in crescita. Per l’ex Premier l’UE ha perso di vista la competitività globale, permettendo alle politiche industriali aggressive di Stati Uniti e Cina di dominare la scena. Le nostre imprese devono prosperare senza le barriere esistenti. Serve affrontare le sfide tecnologiche e regolatorie che limitano il potenziale europeo.

L’economia dell’Unione europea è destinata a crescere dell’1,2% nel 2024: è quanto emerso dal report primaverile di BusinessEurope, l’associazione delle confederazioni datoriali europee. Un dato, questo, che seppur positivo, segnala una lieve frenata di 0,4 punti percentuali rispetto alle previsioni autunnali del 2023. Nel complesso, le proiezioni confermano un trend positivo, con il Pil dell’intera Ue che dovrebbe aumentare dell’1,8% nel 2025. E il motore di questa crescita sarà principalmente l’incremento dei consumi privati e degli investimenti. Ma anche le banche centrali, inclusa la Banca Centro Europea, giocheranno la loro parte: secondo le stime contribuiranno a uno scenario positivo con una politica di riduzione dei tassi di interesse, Insomma, un ulteriore stimolo per il mercato.

Parallelamente, i dati sull’inflazione indicano una discesa, con un tasso previsto del 2,9% per il 2024 e del 2,3% per il 2025: un calo, questo, che se confermato potrebbe fornire un ulteriore impulso alla ripresa economica, alleggerendo la pressione sui consumatori e sulle imprese. «La produzione industriale dell’Ue rimane appena al di sopra dei livelli pre-Covid, con l’utilizzo della capacità produttiva al livello più basso del 2013» ha commentato Markus J. Beyrer, direttore generale di Business Europe. L’Europa, dunque, dovrà saper mettere la competitività e il mercato unico al centro del prossimo ciclo politico e sviluppare una strategia di crescita europea a lungo termine. E, a delineare il quadro della competitività ci sono due rapporti, entrambi a firma di due politici italiani, Enrico Letta e Mario Draghi. L’obiettivo di Letta è quello di far sì che le imprese possano prosperare senza le barriere attualmente esistenti, promuovendo innovazione ed efficienza e affrontando le sfide tecnologiche e regolatorie che attualmente limitano il potenziale del mercato europeo. Attesissimo adesso il report di Draghi, che insieme alla Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha delineato alcune direttrici. Secondo l’ex Premier, infatti, l’Ue ha perso di  vista la competitività globale, e ha permesso alle politiche industriali aggressive di Stati Uniti e Cina di dominare la scena.

Proprio su queste premesse, dunque, Draghi ha fornito un quadro delle sfide strutturali che l’Ue dovrà affrontare, articolati in 3 fili conduttori: la scalabilità delle imprese europee, la fornitura di beni pubblici e l’assicurazione dell’approvvigionamento delle risorse essenziali. Un approccio combinato, quello dei due ex Premier, che mira a costruire un’Europa più resiliente e competitiva, le cui iniziative, se adottate, potrebbero trasformare il panorama economico europeo, affrontando le sfide del cambiamento climatico, della digitalizzazione e delle tensioni geopolitiche. Ma, con il Parlamento rinnovato, la partita è ancora aperta, e la nuova legislatura potrà decidere se confermare il percorso tracciato o intraprendere una strada diversa.

 

 

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