29 Febbraio 2024
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Salute, Sostenibilità

Ripristinare l’ambiente è tutelare il nostro futuro

Verificare la presenza di inquinanti chimici nell’ambiente rafforza la tutela della nostra salute e quella delle prossime generazioni. Cosa sono gli inquinanti emergenti e quali sono gli elementi più inquinanti di uso quotidiano? Le risposte del Professor Montuori del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università “Federico II”.

In tema di correlazioni tra inquinamento e salute, hanno sicuramente peso le attività di ricerca sulle connessioni tra le proprietà intrinseche degli inquinanti chimici e il loro distribuirsi, trasformarsi e interagire con l’ambiente. In questa direzione opera il professor Paolo Montuori, igienista ed epidemiologo ambientale, già Presidente della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva per la Sezione Campania, Professore Ordinario di Igiene presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università “Federico II”.

Professor Montuori, quali le finalità principali dei suoi studi?
«Verificare la presenza di inquinanti chimici, in particolare Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), Policlorobifenili e Pesticidi, nei principali corsi d’acqua superficiali dell’Italia centro-meridionale e valutare il rischio per la salute umana da esposizione. Questi studi rappresentano il punto di partenza per studi futuri sull’evoluzione dell’inquinamento e forniscono un valido supporto alle misure di prevenzione e strategie di ripristino ambientale, nonché tutela della salute».

Gli altri inquinanti pericolosi per la salute?
«Ci occupiamo di tutti gli inquinanti chimici ambientali come Metalli Pesanti, Pesticidi, molti dei quali sono cancerogeni ed interferenti endocrini, Policlorobifenili che sono anche i precursori delle Diossine, sostanze organiche che derivano dall’incenerimento e alcuni cicli industriali.

Tra i Metalli Pesanti ci siamo occupati in particolare dell’inquinamento da mercurio. Il mercurio immesso nell’ambiente viene trasformato da alcuni microrganismi in mercurio organico denominato metilmercurio, che può essere assorbito dai pesci, specialmente quelli di grossa taglia, e ceduto all’uomo. È molto pericoloso, soprattutto per le donne in gravidanza, in quanto attraversa la barriera placentaria e può produrre effetti sullo sviluppo neurale del bambino.
Gli effetti cancerogeni degli IPA sono ben conosciuti. Essi hanno un’origine prevalentemente pirolitica da sorgenti antropiche (motori a scoppio, industrie) e sorgenti naturali (incendi boschivi). Ma possono avere anche un’origine petrogenica. Penso all’ultimo residuo del cracking nella raffinazione del petrolio».

Quali, invece, gli inquinanti emergenti?  «Ci sono inquinanti emergenti che cominciamo a studiare, quelli eventualmente presenti in ambiente indoor ed in particolare fragranze, prodotti per la pulizia e disinfettanti come Tonalide e Musk ketone».

Cosa fare? Le normative, i margini massimi di utilizzazione di queste sostanze sono sufficienti?
«Come migliorare? Sì, le normative sono molto restrittive. Il problema è che questi prodotti si utilizzano e si debbono utilizzare. L’unica cosa è quello che vale per gli altri settori: incrementare i controlli e le assunzioni nei vari organi di controllo come i dipartimenti di prevenzione delle ASL e le Arpa».

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