Sotto il Viadotto Giubileo del 2000, tra la Flaminia e le sponde del Tevere, si estende un tratto di città da anni abbandonato. Accampamenti di fortuna, baracche con tetti di nylon e porte di lamiera, cumuli di rifiuti, copertoni e calcinacci rendono l’area quasi inaccessibile. Gli sgomberi e le bonifiche realizzati negli anni hanno avuto effetti temporanei, senza incidere sul degrado diffuso. Qui vivono persone in condizioni di estrema fragilità, spesso in spazi angusti e privi di servizi.
“Abbiamo approvato un documento per costituire un tavolo di lavoro con Anas e Autorità di Bacino della Regione Lazio, per affrontare finalmente il degrado di uno spazio che da troppo tempo è abbandonato a sé stesso”, ha spiegato l’assessore all’ambiente del Municipio XV, Marcello Ribera.
Dal degrado al verde
L’obiettivo del progetto è trasformare l’area in un parco lineare con percorso ciclopedonale che colleghi Prima Porta e Labaro alla ciclabile Tevere Nord. Il corridoio verde verrebbe realizzato lungo il fiume, sotto i piloni del viadotto, offrendo ai cittadini nuove opportunità di mobilità sostenibile e spazi ricreativi sicuri.
Secondo la presidente della commissione ambiente, Egle Cava, e i colleghi Giovanni Forti e Alfonso Rago, la ciclabile permetterebbe di prolungare la Tevere Nord fino alla stazione ferroviaria di Prima Porta, incentivando spostamenti a piedi e in bicicletta e migliorando la sicurezza della zona.
Tavolo istituzionale e bonifica
Il progetto richiede un coordinamento complesso. L’area è demaniale e sotto la gestione di Anas, mentre il Comune e la Regione Lazio svolgono un ruolo di supervisione. Il Municipio XV propone un tavolo congiunto per pianificare bonifiche definitive, rimozione di rifiuti e insediamenti abusivi, ma anche per garantire assistenza sociale a chi oggi occupa l’area.
Il piano prevede recinzioni e messa in sicurezza permanente per evitare il ritorno di discariche abusive e accampamenti. Ribera sottolinea l’importanza della collaborazione: “Mettere insieme gli attori istituzionali, costruire collaborazione, spingere verso una soluzione concreta. È così che si può arrivare a interventi definitivi a vantaggio del territorio”.
Un’opportunità per la città
Restituire il fiume ai cittadini significa migliorare la qualità urbana, integrare mobilità sostenibile e offrire spazi verdi a chi oggi vive in quartieri densamente costruiti. La sfida resta complessa: coordinare enti diversi, gestire questioni sociali delicate e garantire la sicurezza dell’area. Ma per Roma nord il progetto rappresenta un passo verso un territorio più accessibile e vivibile.
