Roma ha ufficialmente riacceso i colori della primavera. Sabato scorso il Roseto comunale ha riaperto al pubblico riportando cittadini e turisti in uno dei luoghi più suggestivi della città. È uno di quei posti che funzionano sempre: zero biglietto, panorama da cartolina e una quantità di rose che mette in crisi anche i più distratti.
Il Roseto infatti non è solo un giardino “bello”: è una collezione botanica. Ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, tra varietà antiche, moderne e rare. Ci sono esemplari che raccontano l’evoluzione della rosa nei secoli, dalle specie più primitive fino agli ibridi contemporanei. Alcune arrivano da continenti lontani, altre sono state selezionate proprio qui, nell’ambito del celebre “Premio Roma” dedicato alle nuove varietà.
Il risultato è un mosaico di forme, colori e profumi che cambia giorno dopo giorno: chi lo visita a fine aprile trova un giardino, chi torna a maggio ne trova quasi un altro.
Un giardino con vista
La posizione fa il resto. Il Roseto si trova sulle pendici dell’Aventino, proprio sopra il Circo Massimo, con una vista che spazia dal Palatino alla cupola della Sinagoga fino al Vittoriano.
Ma sotto alla bellezza c’è anche una storia importante. L’area, prima di diventare giardino, ospitava l’antico cimitero ebraico della città. Quando negli anni Cinquanta fu realizzato il roseto attuale, si decise di mantenere un segno di quella memoria: i vialetti sono disegnati a forma di menorah, il candelabro ebraico a sette bracci. Un dettaglio che molti visitatori non notano subito, ma che dà al luogo una dimensione più profonda.
Accesso libero e orari estesi
C’è anche una funzione ecologica del Roseto. Lo ha spiegato l’assessora all’Agricoltura, all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi: “Inauguriamo l’apertura del Roseto Comunale, che sarà aperto fino a giugno e poi in autunno, con un evento molto particolare: liberiamo le coccinelle tra le piante, affinché possano proteggerle. Quando parliamo di biodiversità non intendiamo infatti solo la convivenza tra tipi di piante diverse tra loro, ma anche l’interazione tra specie, in questo caso, piante e insetti. Le coccinelle, infatti, sono insetti predatori che si nutrono di afidi e cocciniglia, parassiti pericolosi per le rose come per altre piante. Questo lavoro dialoga con gli interventi che sono stati fatti sulle palme di Piazza Vittorio e Piazza di Spagna, ma presto anche su quelle di Villa Aldobrandini e Villa Torlonia, contro il punteruolo rosso”.
Il Roseto resterà aperto tutti i giorni con orario continuato, generalmente dalle 8.30 alle 19.30, fino a metà giugno. L’ingresso è gratuito, mentre le visite guidate – per chi vuole capire davvero cosa sta guardando – sono disponibili con un piccolo contributo.
