25 Febbraio 2026
/ 24.02.2026

Sanremo esce dall’Ariston e conquista Milano: tre notti per guardarlo insieme, discuterlo e reinventarlo

Fino al 28 febbraio Mare Culturale Urbano diventa un salotto popolare: visioni collettive, drag queen, giuria e commenti live per trasformare il Festival in un’esperienza condivisa

Sanremo è certamente la gara canora più importante del Paese ma è anche un rito collettivo che ogni anno si rinnova, accendendo discussioni, passioni e polemiche. Ma cosa succede quando il Festival esce dall’Ariston e si trasferisce in uno spazio urbano dove il pubblico non è solo spettatore? Succede a “Sanremo Culturale Urbano“, l’appuntamento che da otto anni porta la kermesse nel cuore creativo di Milano.

Dal 24 al 28 febbraio, negli spazi di Mare Culturale Urbano, il Festival si guarda insieme, si commenta, si discute e si vota. Tre serate per smontare e rimontare il grande spettacolo della televisione, rendendolo materia viva di confronto.

Una platea che diventa giuria

Il focus dell’iniziativa è la giuria popolare: chi è in sala valuta ogni esibizione. Voto dopo voto, sera dopo sera, prende forma una classifica parallela che culmina nella proclamazione del vincitore di “Sanremo Culturale Urbano”.

Nella prima serata, martedì 24 febbraio, si ascoltano e si giudicano tutte le canzoni in gara. Venerdì 27 è il turno delle cover, tradizionalmente uno dei momenti più attesi. Sabato 28, infine, arriva il verdetto: chi ha davvero convinto tutti?

Satira e commento dal vivo

A guidare le serate sono La Wanda Gastrica e Peperita, drag queen che mescolano ironia, sarcasmo e cultura pop. Al loro fianco, Elisa Del Mese, autrice e storyteller, costruisce un racconto che va oltre il semplice commento televisivo. Qui il gossip incontra la critica musicale, la battuta si intreccia all’analisi, e il Festival diventa uno specchio del nostro tempo.

Il risultato è una piccola comunità temporanea che, per qualche ora, si riconosce nello stesso rituale.

Un altro modo di vivere Sanremo

“Sanremo Culturale Urbano” vuole trasformare la visione in esperienza e la competizione in pretesto per incontrarsi, dimostrando che anche un evento iper-mediatico può diventare occasione di socialità autentica.

Per chi ama il Festival, ma anche per chi lo guarda con distacco critico, queste tre serate rappresentano una possibilità di riscoprirlo immersi in un racconto collettivo. Perché Sanremo, alla fine, è soprattutto questo: un enorme, irresistibile, caotico momento di condivisione.

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