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Cronaca, Lavoro, Salute

Silenzio assordante

04.07.2024

Sono due milioni le italiane molestate sul lavoro nel biennio 2022-2023. Molto basso il ricorso alla denuncia da parte delle vittime. La casistica include le aggressioni verbali, fisiche e mobbing. Crescenti anche le criticità che i contatti da remoto procurano. Il report della vergogna.

Il tema è estremamente grave e doloroso, ma anche pericolosamente attuale. Il mondo del lavoro continua ad essere falcidiato dalla piaga delle molestie, che in Italia presenta numeri che fanno venire i brividi. Tanto più che, fin troppo spesso, è solo la punta dell’iceberg ad essere chiara e nota a chi si batte per debellare o quantomeno contrastare il fenomeno.
A certificarlo è l’Istat, nel suo report “Le molestie: vittime e contesto” in cui si mettono al setaccio in particolare le testimonianze relative al biennio 2022-2023. Ebbene: ciò che l’inchiesta ha rilevato è che in Italia, nel corso della propria carriera, ben due milioni di donne hanno dovuto affrontare molestie o ricatti della più varia natura, sul posto di lavoro o in ambiti ad esso affine. La casistica include le aggressioni verbali e quelle fisiche, il mobbing e le crescenti criticità che anche i contatti da remoto procurano.

In un quadro già di per sé agghiacciante, particolarmente grave appare la tendenza a non denunciare il problema da parte di chi lo subisce. Molto basso è infatti il ricorso alla denuncia da parte delle vittime: appena il 2,3% delle donne che hanno subito molestie sul lavoro si è rivolto alle forze dell’ordine, il 2,1% ad altre istituzioni ufficiali. Bassa anche la percentuale di chi ha segnalato i fatti al proprio superiore o al datore di lavoro (14,9%). Circa l’8% ha cercato sostegno presso un consulente, mentre il 16,3% si è sentito libero di parlarne anche solo con i colleghi.
Da rimarcare come le molestie siano purtroppo una piaga che colpisce soprattutto le donne e ancora più quelle molto giovani, magari appena affacciatesi sul mondo del lavoro. Nel biennio preso in considerazione, addirittura il 21,2% delle 15-24enni sostiene di averle subite. Di esse, peraltro, l’80% afferma che il problema si sia ripetuto nel tempo non limitandosi quindi a un caso isolato. I responsabili, nel 26,2% dei casi, risultano essere peraltro colleghi maschi. A ulteriore riprova della quotidianità del male.
Unico, parziale motivo di sollievo è rappresentato dal calo dei ricatti sessuali: si è passati allo 0,5% rispetto all’1,1% della precedente rilevazione. E una spiegazione è data dalla maggiore propensione rispetto al passato di denunciare questo atroce tipo di approccio, grazie anche al #MeToo e analoghe campagne di sensibilizzazione. Anche in questo caso, però, la percentuale sale all’abbassarsi dell’età delle vittime (1,1% per le 25-34enni, 2,9% per le 15-24enni).
Giusto anche evidenziare che lavoro remoto e smart working hanno fatto calare le occasioni di un approccio diretto verso le colleghe, ma anche che proprio per questo il 6,4% del campione ha subito molestie in altri contesti. Stiamo parlando di circa 1.311.000 donne, di cui 743 mila solo nell’ultimo anno. E questo aiuta a far capire come il problema nel nostro Paese sia attualissimo, decisamente diffuso e di conseguenza sia necessario affrontarlo e arginarlo in fretta e nel modo più efficace possibile.

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