23 Maggio 2024
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Salute, Società

Sindromi, cosa nasconde il volto della modernità

Soffriamo cose di cui non sappiamo nulla. Disagi, non certificati, ma comprovati, si diffondono nella società moderna e nessuno sa come porvi rimedio. Che cosa è la “Sindrome della papera” inventata dall’università di Stanford, oppure “l’ansia da prestazione” al femminile? In molti soggetti emerge inadeguatezza nonostante si possano anche occupare posizioni di rilievo.

Emergono sempre più sindromi, non patologie che interessano molte persone, ma che in pochi sanno di avere. Ad esempio, il termine “sindrome della papera” è stato inventato dall’Università di Stanford ed esprime il disagio degli studenti dell’ateneo che, seppur stressati da scadenze, esami e impegni vari, cercano di mostrarsi forti e grintosi, come se tutto fosse sotto controllo e come se fossero sempre felici.

Ansia e aspettative che colpiscono soprattutto le donne e chi vive con estrema sensibilità la cosiddetta “ansia da prestazione” … Ma allora questo disturbo non è un problema vero, ovvero diagnosticato? Per ora no, non si può certificare, ma i suoi sintomi possono essere ricondotti comunque a disturbi d’ansia e da stress. Chi ne soffre è come se portasse sempre una maschera: donne e uomini all’apparenza sicuri di sé, ma che in realtà vivono in uno stato di costante agitazione e ipervigilanza, ma anche disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e disturbi somatici.

Perché capitano questi malesseri? Per la cultura estremamente competitiva in cui siamo immersi, dove si punta tutto all’affermazione individuale e l’apparenza di perfezione sono altamente valorizzati. Così in molti soggetti emerge inadeguatezza nonostante si possano anche occupare posizioni di rilievo.

Un’altra sindrome che mostra un certo malessere personale è essere i cosiddetti «yes man»: dire sempre di sì al capo, non contraddire mai i superiori, essere quasi un «leccapiedi». Alla lunga questo modo di fare risulta controproducente e diventa anzi un modo per danneggiare la crescita dell’azienda. Ricordiamo che il singolo può sempre sbagliare e chi è in posizioni di comando dovrebbe evitare di circondarsi di persone così. Non tutti sono yes man per ottenere vantaggi, spesso è solo l’ambiente di lavoro ostile che porta a stigmatizzare chi la pensa diversamente.

Dall’altra parte ci sono i “bastian contrari”, persone che si contrappongono sempre e comunque all’opinione della maggioranza, che contraddicono ogni frase. Essere sempre in disaccordo per partito preso può essere un problema perché rischia di portare disagio a chi si trova accanto a lui: gli altri possono sentirsi non compresi, criticati troppo e non apprezzati. Cosa c’è all’origine di questo atteggiamento? Possono esserci carenze avvertite nella relazione di accudimento con le figure genitoriali, insicurezza e un potente giudice interiore, che, in generale, è sempre la voce da combattere.

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