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Cronaca, Sport

Sinner predestinato numero 1

04.06.2024

La data di lunedì 10 giugno segnerà la prima volta di un tennista italiano davanti a tutti. Sinner sarà incoronato il tennista più forte del mondo. Era inevitabile, un segno del destino, aspettarsi un finale simile. Grande dispiacere per l’infortunio di Novak Djokovic. Tanta gioia per un traguardo atteso dal nostro campione. Grazie Jannik.

Vaglielo a spiegare, agli appassionati dell’ultim’ora, come mai Jannik Sinner diventerà numero 1 del mondo in concomitanza di un infortunio di Novak Djokovic, e che il sorpasso sarà ufficializzato lunedì 10 giugno, indipendentemente dall’esito del Roland Garros. Il tennis vive di regole e rituali tutti suoi, quindi non vale la pena sprecare righe per descrivere i meccanismi del ranking computerizzato. Basti sapere che lunedì prossimo, per la prima volta, il cervellone elettronico fisserà un italiano davanti a tutti. In quasi 150 anni di tennis, gioco brevettato nel diciannovesimo secolo dal Maggiore Walter Clopton Wingfield, non era mai successo che un italiano guardasse tutti dall’alto in basso. Le classifiche mondiali sono computerizzate dal 1973 e Sinner sarà il 29esimo leader nella storia. Un traguardo meritat(issimo), buono per i titoli di giornali e TG e per l’ondata di parole di persone più o meno preposte a parlarne. La verità è che non è chissà quale notizia: Sinner è il più forte tennista in circolazione dallo scorso novembre, da quei tre matchpoint annullati a Djokovic in semifinale di Coppa Davis dopo averci perso, cinque giorni prima, alle ATP Finals. Il resto è logica conseguenza: il primo (storico) titolo Slam all’Australian Open, a cui si sono aggiunti i successi a Rotterdam e Miami. Il tutto mentre Djokovic ha drasticamente ridotto la sua programmazione (fatale per chi tiene sott’occhio i numeri) e Carlos Alcaraz ha accusato qualche battuta d’arresto di troppo.

Sinner ha una continuità tale (63 vittorie e 9 sconfitte nelle ultime 52 settimane, che diventa 32-2 nel solo 2024) che nemmeno qualche acciacco all’anca gli ha impedito di effettuare il sorpasso. Sarebbe stato suggestivo se fosse accaduto nel giorno della Festa della Repubblica (Lorenzo Musetti non è andato lontano dal fargli il regalo battendo Djokovic), ma non sarebbe cambiato granché se fosse avvenuto tra qualche settimana. Chi segue il tennis aveva tutto chiaro da settimane, chi lo conosce bene l’aveva previsto addirittura anni fa. Sinner è troppo diverso dai migliori giocatori mai avuti dall’Italia, anche i più vincenti. Lui fa parte di una categoria di fenomeni, di extra-terrestri di cui ci si ricorderà in eterno. Vincerà decine di titoli, tra cui un congruo numero di tornei del Grande Slam. E chissà che non possa aggiungerne un altro proprio a Parigi, laddove ha scoperto in modo rocambolesco che la leadership era diventata matematica. Mentre domava Grigor Dimitrov per la quarta volta di fila, senza patemi, Novak Djokovic annunciava il forfait per una lesione del menisco mediale del ginocchio destro. La voce si è rapidamente diffusa nel campo Philippe Chatrier, con alcuni spettatori che urlavano a Jannik il suo nuovo status persino durante la partita. Nemmeno questo è servito a distrarlo. L’altoatesino ha vinto, centrando la terza semifinale Slam in carriera, nonché la terza negli ultimi quattro Major. Ma si tratta di una linea di passaggio, un dolce fluire di eventi che erano prevedibili da anni, da quando questo ragazzino di San Candido, in provincia di Bolzano, ha lasciato perdere gli sci e ha scelto la racchetta. Si è formato da Riccardo Piatti, che lo ha reso un campione, poi ha trovato il team perfetto con Simone Vagnozzi e Darren Cahill, a cui si aggiunge uno staff di persone di cui si fida ciecamente. Insieme, hanno passato le tempeste degli acciacchi fisici e le sabbie mobili delle critiche gratuite. Hanno avuto ragione loro. E l’Italia ride, provando quel piacere indescrivibile di qualcosa che si vive per la prima volta. Grazie Jannik.

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