23 Febbraio 2026
/ 23.02.2026

Sri Lanka, il nuovo rifugio dei nomadi digitali

L’isola lancia ufficialmente il visto per lavoratori da remoto: un anno per vivere tra spiagge, giungle e città storiche, puntando su turismo lento, innovazione e sviluppo sostenibile

C’è un’isola nell’Oceano Indiano che nel 2026 promette di diventare la nuova casa di migliaia di lavoratori da remoto. Lo Sri Lanka ha appena lanciato il suo visto per nomadi digitali, un pass che consente di vivere e lavorare nel Paese per un anno, rinnovabile, trasformando il lavoro online in un’esperienza immersiva tra spiagge, natura selvaggia e antiche civiltà.

Il provvedimento, discusso per la prima volta nel 2021, arriva ora a compimento con l’obiettivo dichiarato di attrarre professionisti stranieri, stimolare l’economia e promuovere un turismo più lento e consapevole. Un cambio di passo che intercetta un fenomeno ormai strutturale: il nomadismo digitale è diventato una nuova forma di mobilità globale.

Un visto pensato per chi lavora ovunque

Il nuovo visto è destinato a cittadini stranieri maggiorenni che lavorano esclusivamente per aziende o clienti al di fuori dello Sri Lanka. È richiesto un reddito minimo di 2.000 dollari al mese, cifra che aumenta in presenza di familiari a carico. Il costo annuale è di circa 425 euro e consente di risiedere legalmente nel Paese, affittare casa, aprire un conto bancario e accedere ai servizi locali.

Le domande si presentano online tramite il Dipartimento per l’immigrazione. Tra le condizioni: il divieto di lavorare per realtà locali e l’obbligo di astenersi da attività politiche o considerate “di disturbo”. Regole pensate per mantenere un equilibrio tra apertura internazionale e tutela del contesto sociale.

L’isola che unisce natura e cultura

Conosciuto come la “perla dell’Oceano Indiano“, lo Sri Lanka è una sintesi di paesaggi e culture. Dalle spiagge dorate della costa meridionale alle piantagioni di tè degli altopiani, passando per templi millenari, città sacre e parchi naturali dove vivono elefanti, leopardi e rare specie tropicali.

Negli ultimi anni il Paese ha investito molto nel turismo sostenibile, come dimostra il lancio del Pekoe Trail, un sentiero escursionistico di 300 chilometri che attraversa villaggi rurali e riserve naturali. Un progetto con cui il Paese asiatico intende distribuire i flussi turistici e creare benefici economici diffusi, evitando la concentrazione nelle sole località balneari.

Opportunità e limiti da non sottovalutare

Il quadro idilliaco, però, non è privo di ombre. La qualità della connessione Internet, elemento cruciale per chi lavora online, resta un punto debole: lo Sri Lanka è ancora lontano dagli standard delle grandi capitali digitali. Un limite che il governo promette di colmare con nuovi investimenti infrastrutturali.

Nonostante ciò, l’interesse è già alto. Vivere per mesi in un luogo che concilia costo della vita contenuto, natura e una cultura millenaria rappresenta una prospettiva allettante per freelance, sviluppatori, creativi e consulenti.

Con queste premesse, lo Sri Lanka scommette su un’idea: offrire tempo, spazio e bellezza a chi può lavorare ovunque. E trasformare il lavoro da remoto in un motore di sviluppo sostenibile. Una sfida che potrebbe ridisegnare il futuro dell’isola – e quello di molti nuovi abitanti “temporanei”.

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