29 Agosto 2025
/ 1.08.2025

Tredici progetti green a misura di giovani

La Fondazione Cariverona ha investito 1,2 milioni di euro per progetti su energia, nuovi materiali, economia circolare e alimentazione sostenibile. Mettono al centro giovani ricercatori under 35

Con 1,2 milioni di euro, la Fondazione Cariverona scommette sull’intelligenza e sulla creatività dei giovani ricercatori under 35, selezionando 13 progetti tra Veneto, Lombardia e Marche in settori chiave come energia, nuovi materiali, economia circolare e alimentazione sostenibile. Il bando “Ricerca e Sviluppo”, alla sua quinta edizione, mette in rete università, centri di ricerca e imprese locali, con un obiettivo preciso: trasformare idee in soluzioni concrete, direttamente applicabili in campo, in fabbrica, nei servizi.

“Abbiamo bisogno di una ricerca che non resti chiusa nei laboratori, ma entri nelle aziende e generi impatti visibili”, spiega Bruno Giordano, presidente della Fondazione. L’iniziativa ha già sostenuto oltre 60 progetti in cinque anni, con un investimento complessivo vicino ai 6 milioni di euro.

Scarti che diventano risorse, biotecnologie in prima linea

Molti dei progetti finanziati mirano a valorizzare materiali di scarto e a trasformarli in risorse: dalla produzione di ceramiche innovative e packaging biodegradabili a partire da nanostrutture di cellulosa batterica, fino allo sviluppo di enzimi in grado di separare e riciclare polimeri misti, tra i più ostici da trattare. C’è chi lavora anche sul riutilizzo intelligente delle plastiche post-industriali e su sistemi per ottimizzare l’estrazione di ammoniaca nei biodigestori, rendendo più efficiente la produzione di biometano.

Microalghe, insetti e fermentazioni: il cibo (circolare) del futuro

Sul fronte dell’alimentazione, i progetti guardano alla sostenibilità e all’autonomia delle filiere: microalghe coltivate in ambienti chiusi con luce artificiale diventano fonte di astaxantina naturale, potente antiossidante oggi prodotto per via petrolchimica. Altri disegnano filiere chiuse a base di insetti e alghe, dove ogni scarto alimenta un nuovo ciclo produttivo. E nel settore zootecnico si lavora a ridurre le emissioni di metano migliorando la fermentazione dei foraggi.

Industria 4.0: gemelli digitali e robot leggeri

Anche l’industria diventa più sostenibile grazie all’intelligenza artificiale e alla robotica. Alcuni progetti puntano su robot a basso consumo, con attuatori elastici che riducono il dispendio energetico. Altri sviluppano sistemi di manutenzione predittiva per le macchine utensili, mentre c’è chi progetta digital twin per simulare e ottimizzare i processi produttivi in base alla disponibilità di energia rinnovabile, migliorando tracciabilità e performance ambientali lungo l’intera filiera.

Riciclare lo spazio: un satellite circolare

Tra i progetti più visionari, spicca quello che punta a ripensare l’intero ciclo di vita dei satelliti, dall’impiego di materiali riciclabili alla gestione del fine vita. Un modo per portare la sostenibilità anche nello spazio e ridurre l’impatto delle missioni orbitali.

Contro la fuga dei cervelli, radici locali e visione globale

Il tratto distintivo del bando è la scelta di mettere al centro giovani ricercatori under 35, coinvolgendoli in progetti che uniscono formazione avanzata e radicamento nei territori. “La sostenibilità è anche sociale e culturale”, ricorda Giordano. “Rigenerare competenze e creare reti tra ricerca e impresa è l’unico modo per rendere il nostro tessuto produttivo più forte e pronto alle sfide globali”.

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