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Cronaca, Eventi

Un G7 sfidante, come lo è mai stato prima

14.06.2024

Molte le aspettative dal cinquantesimo vertice della storia, a presidenza italiana. I sette Paesi più industrializzati del mondo devono affrontare una lunga lista di crisi globali, energetiche, climatiche, conflittuali, tecnologiche ed esistenziali in cui vivono alcuni Paesi in via di sviluppo, come in Africa. Il Papa invita all’unione.

L’Italia torna teatro del confronto tra i Grandi della Terra, in uno scenario del tutto diverso dal recente passato e con un quadro di fronti di guerra e conflittualità di posizioni tali da rendere ogni asserzione estremamente delicata. Non solo quelle dei Capi di Stato e di Governo dei 7 Paesi più industrializzati, chiamati a definire le linee guida di un presente sfidante da cui dipende il futuro tuttora incerto degli equilibri planetari. Perché anche le parole del Pontefice, invitato a una serie di incontri bilaterali (da Biden a Zelenskyy, fino ai leader di India, Brasile, Turchia, Kenya e Algeria) sono destinate a pesare come richiamo e riflessione circa le scelte che si andranno a compiere per il superamento di ogni genere di discrepanza.

Un G7 come mai ce ne sono stati, il cinquantesimo vertice della storia e a presidenza italiana, iniziato all’indomani del primo anniversario dell’addio a Silvio Berlusconi. Colui il quale, il 28 maggio 2002, durante il suo secondo mandato da presidente del Consiglio, si rese protagonista della storica stretta di mano tra George Bush e Vladimir Putin a Pratica di Mare, nel corso del vertice con i 19 rappresentanti della Nato. Alla premier Giorgia Meloni è impossibile emulare quel gesto che sanciva e serviva a richiamare orizzonti di democrazia e pace, poi offuscati dagli eventi in Ucraina e Medio Oriente.

Ma resta il ruolo imprescindibile assegnato al G7 per la graduale soluzione delle crisi globali, che comprendono il processo di decarbonizzazione dei sistemi energetici entro il 2035, prevedendo aiuti alla transizione a beneficio dei Paesi in via di sviluppo, e il governo dell’Intelligenza Artificiale. Né può essere considerata di carattere formale la presenza al G7 di una larga rappresentanza africana, perché il “Piano Mattei” proposto dal governo italiano è il fulcro della strategia che mira a contrastare l’immigrazione illegale e, nel contempo, rilanciare la cooperazione con l’Africa attivando forme di partenariato, che consentano da un lato di investire nel continente e dall’altro di aprire canali di ingresso legali nel continente europeo connessi a effettive opportunità lavorative.

Nondimeno, la riunione sull’Ucraina conserverà un peso specifico nell’azione di sostegno a Kiev nel contrasto all’offensiva russa nell’est del Paese. È chiaro che il Gruppo dei Sette e l’Unione Europea abbiano voluto dare dimostrazione di essere compatti nell’azione di sostegno all’Ucraina, arrivando a valutare l’utilizzo dei profitti generati dai beni russi congelati in Occidente per garantire finanziamenti a Kiev. Proventi che servono non solo alla difesa, ma anche alla ricostruzione dell’Ucraina. E, non ultima, la questione spinosa del Medio Oriente, con i leader del G7 che premono affinché Hamas accetti l’accordo delineato dal presidente Usa Joe Biden, che prevede il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. A un passo dalla svolta che segnerebbe anche questo vertice.

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