15 Luglio 2024
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Spettacolo

Una tempesta teatrale in lingua inglese a Milano

18.06.2024

Guardare spettacoli in lingua inglese originale è l’ultima trovata dei milanesi, che hanno scelto proprio lui, Shakespeare, per imparare la lingua più parlata al mondo. The Tempest in Milan, domani al Teatro dei Filodrammatici, porta alla luce i legami della letteratura inglese con una città-stato, superpotente. Intervista alla regista Maggie Rose.

Sono molti i corsi per imparare la lingua inglese che è diventata sempre più universale, ma rimangono poche le compagnie, per ora, che recitano in questa lingua. Il teatro in inglese in Italia esiste e fa bene.
Quello più promosso dalle varie compagnie è sicuramente il teatro shakespeariano, anche perché molte tragedie di Shakespeare sono ambientate in Italia o almeno alcune delle più famose, come non citare Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, Otello; protagonista la Sicilia in Molto rumore per nulla e ne Il racconto d’inverno; Padova ne La bisbetica domata. Non poteva quindi mancare anche un’opera che ha come palcoscenico iniziale Milano.
E l’English Theatre Milan si è cimentato proprio in questa tragedia The Tempest in Milan con l’adattamento, realizzato da Maggie Rose, che insieme all’aiuto regista Melissa Marino e alla direttrice del Youth Chorus of Milan, Amy Barton, porta alla luce il legame con Milano, descritta come la superpotente città-stato del primo Cinquecento in cui si intrecciano intrighi e perfide manovre di potere, ma anche ciò che si cela nel testo come romanzo di formazione ante-litteram degli adolescenti Miranda e Ferdinando, i quali lottano per trovare la propria vocazione.

Abbiamo incontrato la regista Maggie Rose, in scena in questi giorni al Teatro dei Filodrammatici di Milano, che in questa intervista esclusiva ci racconta la sua idea dello spettacolo e del teatro in inglese.

Come è nata l’idea di mettere in scena proprio questa tragi-commedia?
«The Tempest in Milan è la messa in scena di una produzione che è il risultato di un laboratorio teatrale a cui ha partecipato un cast composto da 12 attori.
Io e Salvatore Cabras, direttori di  l’English Theatre Milan, e durante il lockdown, abbiamo pensato e poi anche realizzato degli spettacoli, che abbiamo fatto girare in internet e abbiamo visto che il pubblico era interessato, non sono molti gli spettacoli in inglese in Italia. E quindi abbiamo continuato a inscenare spettacoli in lingua».

Come siete arrivati a quest’ultimo lavoro?
«Questo particolare testo, La Tempesta, è nato per un mio desiderio di, in qualche modo, radicare questa tragi-commedia a Milano. Anni fa l’avevo vista mettere in scena da Strehler e lui parlava poco della città di Milano, invece, secondo me, è centrale nell’opera. E poi la nostra città è diventata meta turistica negli ultimi tempi e quindi volevo raccontare che anche noi abbiamo il nostro Shakespeare e non solo Verona».

Questo spettacolo, secondo te, è importante anche come romanzo di formazione, perché?
«È importante soprattutto il rapporto padre figlia, Prospero- Miranda, perché lui è un single-parent cosa che oggi vediamo molto spesso. Prospero è un uomo diverso da quelli del suo tempo, ha dato alla figlia un’educazione paria a quella di qualsiasi principe maschio.  Spesso Miranda è vista come una ragazzina non molto intelligente, e invece, è una ragazza molto sveglia, molto colta. La narrazione è tutta incentrata sulla figura di Prospero, che, con la sua arte, tesse trame con cui costringe gli altri personaggi a muoversi secondo il proprio volere».

Puoi raccontarci chi è Prospero?
«Siamo intorno al Cinquecento, Prospero è il vero Duca di Milano, era stato esiliato su un’isola del Mediterraneo dove per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta, utilizza illusioni e manipolazioni magiche».

C’è, quindi, magia in questo dramma?
«Per Shakespeare la magia è importantissima, siamo in un periodo dove questa sta cedendo il passo alla scienza, ma è ancora molto presente. E infatti, Prospero è in possesso di arti magiche dovute alla sua grande conoscenza e alla sua prodigiosa biblioteca, è servito controvoglia da uno spiritello dispettoso Ariel, che ha liberato dall’albero dentro cui era stato intrappolato dalla strega africana Sicorace. Attraverso la magia e con l’aiuto di Ariel, Prospero riesce a rivelare la natura bassa del fratello Antonio che lo aveva esiliato, e a far innamorare e sposare sua figlia col principe di Napoli, Ferdinando».

Un’altra cosa interessante che avete pensato come English Theatre Milan è la passeggiata teatrale.
«Sì, abbiamo ideato una passeggiata pe ripercorrere i posti trattati nel dramma, partendo dal Castello Sforzesco vedremo insieme i luoghi iconici della storia. È in programma per il 20 giugno alle 15.30».

E allora buona passeggiata e che il teatro (in inglese) sia con tutti noi.

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