19 Gennaio 2026
/ 19.01.2026

Un’aiuola per ricordare Ornella Vanoni

In largo Greppi, davanti al Piccolo Teatro Strehler, nasce lo spazio verde dedicato alla cantante: memoria culturale e città vivente si incontrano

Non un monumento, non una statua, non una via. Milano ha scelto un’aiuola per ricordare Ornella Vanoni. Una porzione di verde urbano, discreta e quotidiana, collocata in largo Greppi, davanti al Piccolo Teatro Strehler. È lì che 18 gennaio verrà svelata la targa commemorativa dedicata alla cantante, esaudendo un desiderio che lei stessa aveva espresso: lasciare alla sua città uno spazio vivo, attraversabile, esposto al tempo.

La notizia, confermata dal Comune e anticipata pubblicamente da Fabio Fazio, ha un valore che va oltre l’omaggio a una grande interprete della musica italiana. La scelta di un’aiuola, in una città che fatica a guadagnare metri di suolo permeabile e ombra, introduce una riflessione concreta su come si costruisce la memoria nello spazio urbano. Non qualcosa da guardare, ma qualcosa da abitare.

Largo Greppi non è un luogo casuale. Affaccia sul Piccolo Teatro Strehler, che per Vanoni non è stato solo un palcoscenico, ma un punto di origine. Qui, nei primi anni Cinquanta, prende forma la sua formazione artistica e umana. Il 13 aprile 1957 debutta nello spettacolo I giacobini di Federico Zardi, per la regia di Giorgio Strehler: a lei vengono affidati i canti rivoluzionari, la prima vera apparizione pubblica. Un legame che non si interromperà mai.

L’aiuola dedicata a Vanoni diventa così un segno urbano stratificato: racconta una biografia, ma anche un’idea di città. In un’epoca in cui lo spazio pubblico è spesso ridotto a superficie di passaggio o a vetrina, la decisione di intitolare un’area verde assume un significato politico nel senso più concreto del termine. È una presa di posizione su ciò che merita di restare e su come farlo.

La cerimonia sarà trasmessa in diretta durante la puntata speciale di Che tempo che fa, intitolata Ornella senza fine. A scoprire la targa saranno il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e i direttori del Piccolo Teatro, Lanfranco Li Cauli e Claudio Longhi. È il primo omaggio ufficiale promosso dal Comune di Milano all’artista, in collaborazione con il teatro.

Ma l’aspetto più interessante non è l’evento, bensì ciò che resta dopo. Un’aiuola è manutenzione, stagionalità, cura. Non è eterna per definizione: vive se qualcuno se ne prende carico. Intitolare uno spazio verde significa accettare che la memoria non sia fissa, ma dipenda da scelte quotidiane, proprio come l’ambiente urbano.

In questo senso, l’aiuola di Ornella Vanoni parla anche al presente. Dice che ricordare non implica occupare spazio, ma restituirlo. E che il verde, in città, può essere un archivio silenzioso: non conserva oggetti, ma relazioni tra persone, luoghi e tempo.

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