Un altro tassello va al suo posto nella lunga trasformazione dell’ex Mattatoio di Testaccio. Nel cuore di uno dei complessi industriali storici più importanti di Roma, il Padiglione 15B ha riaperto le porte con una nuova funzione: ospitare spazi per il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. Un cambio di destino netto per un edificio nato come stalla per il bestiame e oggi riconvertito in luogo di studio, ricerca e confronto.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del rettore Massimiliano Fiorucci, a conferma del valore strategico dell’intervento per la città e per l’Ateneo.
Un padiglione storico che cambia pelle
Il Padiglione 15B è stato completamente rifunzionalizzato e ha ora 1.560 metri quadrati di superficie destinati alle attività del Dipartimento di Architettura. Al suo interno trovano spazio studi per i docenti e due sale per seminari, pensate per rafforzare la didattica, la ricerca e le attività di terza missione dell’università.
L’intervento ha richiesto un investimento di circa 7,5 milioni di euro (Iva esclusa) e si inserisce in un progetto molto più ampio di recupero dei padiglioni dell’ex Mattatoio, uno dei simboli della Roma produttiva di fine Ottocento, progettato dall’architetto Gioacchino Ersoch.
Un progetto che guarda al 2027
La riqualificazione del 15B non è un episodio isolato. Fa parte del piano che coinvolge anche i padiglioni 14, 15C, 16, 24 e 25 e che segna un passaggio fondamentale nel percorso di insediamento universitario di Roma Tre nell’area di Testaccio. Un percorso avviato con il Piano di utilizzazione del Mattatoio del 2004 e arrivato, nel 2023, alla concessione gratuita degli spazi da parte di Roma Capitale.
Il progetto definitivo è stato approvato nel dicembre 2021 e sviluppato dagli uffici tecnici dell’Ateneo con il contributo dei professori Francesco Cellini, Paolo Desideri e Luigi Franciosini. L’investimento complessivo supera i 55 milioni di euro, in parte finanziati dal ministero dell’Università e della Ricerca, con la conclusione dell’intero ciclo di lavori prevista entro la fine del 2027.
Gualtieri: “Un passo avanti nella rigenerazione“
Per il sindaco Gualtieri, l’apertura del nuovo padiglione rappresenta “un altro passo significativo verso la rigenerazione di questo complesso storico”. La collaborazione tra Roma Capitale e Roma Tre, ha sottolineato, sta cambiando il volto di questo quadrante della città, rendendolo più attrattivo per studenti e giovani. Anche grazie alla nascita della Fondazione Mattatoio di Roma, l’area sta assumendo sempre più il ruolo di polo culturale e formativo, capace di dialogare con il mondo del lavoro e della creatività.
Il rettore Fiorucci ha rimarcato il valore simbolico e pratico dell’intervento, che unisce rigenerazione urbana e innovazione didattica. La riqualificazione dell’ex Mattatoio, ha spiegato, non restituisce solo spazi all’università, ma rafforza il legame con la città, trasformando un luogo della memoria industriale in un centro di conoscenza e ricerca. Per il Dipartimento di Architettura, questa sede è un vero laboratorio a cielo aperto; per l’Ateneo, la conferma di un impegno verso uno sviluppo sostenibile, inclusivo e di qualità.
Testaccio, da area produttiva a distretto culturale
Con l’apertura del Padiglione 15B, l’ex Mattatoio consolida la sua metamorfosi: da luogo di produzione a campus urbano, dove università, cultura e rigenerazione urbana si intrecciano. Un processo lungo e complesso, ma sempre più visibile, che sta restituendo a Testaccio uno spazio vivo e contemporaneo, senza cancellarne la storia. Se un tempo qui si sentiva il rumore delle attività industriali, oggi a riempire i padiglioni sono idee, progetti e nuove generazioni di studenti.
