Il cambiamento climatico non sta solo aumentando la frequenza delle ondate di calore: sta riducendo concretamente il tempo in cui le persone possono muoversi, lavorare o svolgere attività fisiche all’aperto. Un nuovo studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica EnvironmentalResearch: Health mostra che negli ultimi decenni le ore di caldo estremo in grado di limitare l’attività fisica sono raddoppiate rispetto alla metà del Novecento.
La ricerca ha combinato oltre settant’anni di dati climatici, demografici e fisiologici per valutare non solo quanto il pianeta si stia scaldando, ma cosa questo significhi per il corpo umano. Il risultato è che circa un terzo della popolazione mondiale vive ormai in aree dove il caldo limita in modo significativo le attività quotidiane, soprattutto nelle ore centrali delle giornate estive.
Gli effetti sono particolarmente evidenti tra gli anziani. Le persone sopra i 65 anni sperimentano oggi circa 900 ore all’anno di condizioni di caldo tali da rendere difficili o rischiose le attività all’aperto, contro le circa 600 registrate negli anni Cinquanta.
Quando il caldo diventa un limite fisico
Il corpo umano riesce a mantenere la temperatura interna entro limiti sicuri grazie alla sudorazione e alla circolazione sanguigna. Ma quando temperatura e umidità superano determinate soglie, questi meccanismi diventano meno efficaci.
Gli scienziati hanno valutato questa soglia utilizzando i cosiddetti MET (metabolicequivalent of task), un indicatore dell’energia necessaria per svolgere diverse attività. In condizioni climatiche favorevoli una persona può svolgere senza problemi attività moderate – come camminare a passo sostenuto o fare lavori domestici. Con il caldo estremo, invece, il livello di attività sicura scende fino a comportamenti quasi sedentari, come stare seduti o sdraiati.
Questo significa che il cambiamento climatico non incide solo sugli ecosistemi o sulle economie: sta iniziando a ridefinire i limiti fisiologici della vita quotidiana.
Un problema crescente di salute pubblica
La riduzione dell’attività fisica è un effetto poco discusso ma potenzialmente molto rilevante. Il movimento regolare è uno dei principali fattori di prevenzione per malattie cardiovascolari, diabete e obesità.
Se il caldo riduce le ore disponibili per camminare, lavorare o fare sport, l’impatto si riflette sull’intero sistema sanitario. Gli studiosi parlano ormai di un doppio effetto del cambiamento climatico sulla salute: da un lato i rischi diretti delle ondate di calore, dall’altro le conseguenze indirette legate a uno stile di vita più sedentario imposto dalle temperature.
I gruppi più vulnerabili sono gli anziani, i lavoratori all’aperto e le persone che vivono in quartieri urbani densamente costruiti, dove il fenomeno delle cosiddette “isole di calore” può far aumentare le temperature di diversi gradi rispetto alle aree rurali.
Le città nella trappola del calore
Le aree urbane sono tra i luoghi dove questo fenomeno si manifesta con maggiore intensità. Asfalto, cemento e traffico accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, rendendo le temperature notturne sempre più elevate.
In molte città europee le notti tropicali – quelle in cui il termometro non scende sotto i 20 gradi – sono diventate sempre più frequenti. Questo riduce il recupero fisiologico dell’organismo e rende più difficile svolgere attività fisiche anche nelle ore del mattino.
Per questo urbanisti e climatologi insistono sempre più sulla necessità di adattare le città al nuovo clima: più alberi, superfici permeabili, ombra e acqua sono diventati strumenti fondamentali per ridurre l’accumulo di calore.
Adattarsi a un Pianeta più caldo
Nel frattempo le abitudini delle persone stanno già cambiando. In molte regioni del mondo attività sportive, lavori fisici e perfino le routine quotidiane si spostano verso le prime ore del mattino o la sera, quando le temperature sono più basse.
È un adattamento che racconta bene la portata del cambiamento in corso. Il riscaldamento globale non sta modificando soltanto il clima della Terra: sta cambiando il ritmo stesso della vita umana, restringendo le ore in cui possiamo muoverci in sicurezza e rendendo il caldo una nuova variabile della quotidianità.
