16 Marzo 2026
/ 16.03.2026

BAOL, la biblioteca dove è il lettore a decidere quanto paga

A Milano nasce uno spazio culturale a offerta libera per rendere i libri accessibili a tutti

BAOL, acronimo di Biblioteca A Offerta Libera, è un nuovo spazio dedicato alla lettura dove i libri si possono prendere in prestito gratuitamente oppure acquistare lasciando un contributo volontario. L’iniziativa è stata avviata nel quartiere Calvairate–Molise–Ponti, nella zona sud-est della città, in viale Molise 47: sono 35 metri quadrati con vetrina sulla strada. Qui sono raccolti oltre 6.000 volumi, tra narrativa contemporanea, classici e libri per bambini, donati da case editrici, scrittori e cittadini.

Un progetto nato dal quartiere

BAOL nasce da un’iniziativa di comunità. Il progetto è stato ideato dal Comitato Inquilini Calvairate–Molise–Ponti, una realtà attiva nel quartiere da molti anni con attività sociali e culturali. L’idea è stata portata avanti da Grazia Casagrande e Massimo Gentili, con il sostegno di numerosi volontari che garantiscono l’apertura della biblioteca durante la settimana.

L’obiettivo è rendere la lettura accessibile anche a chi non può permettersi di acquistare libri con regolarità. Non è un dettaglio marginale. In Italia, infatti, la percentuale di persone che non legge neppure un libro in un anno è ancora molto alta e cresce soprattutto nelle fasce sociali con minori risorse economiche.

Come funziona la biblioteca a offerta libera

Il meccanismo di funzionamento della nuova biblioteca è volutamente semplice. Chi entra può richiedere una tessera gratuita e prendere fino a cinque libri al mese in prestito, proprio come in una biblioteca tradizionale. In alternativa, se desidera portare a casa definitivamente un volume, può farlo lasciando un’offerta libera, anche simbolica.

Il denaro raccolto non è destinato al profitto ma serve esclusivamente a sostenere il progetto: coprire le spese di gestione e acquistare nuovi libri per ampliare il catalogo.

Gran parte dei volumi presenti sugli scaffali proviene da donazioni di case editrici come Solferino, Marcos y Marcos e Feltrinelli, oltre che da scrittori italiani che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.

Un luogo di incontro oltre che di lettura

L’idea alla base di BAOL è creare uno spazio di socialità culturale. Nel quartiere sono previste presentazioni di libri, incontri con autori e attività rivolte ai bambini, con l’obiettivo di avvicinare alla lettura anche chi normalmente non frequenta librerie o biblioteche.

Non è un caso che il progetto nasca proprio nelle case popolari della zona. Qui l’accesso alla cultura può diventare uno strumento di inclusione sociale e di costruzione di comunità, trasformando la biblioteca in un punto di incontro tra persone di età e background diversi.

Un modello che guarda alle biblioteche di comunità

Esperienze simili esistono già in altre città italiane e nel mondo, spesso sotto forma di biblioteche autogestite o sistemi di scambio gratuito di libri. BAOL si inserisce in questa tendenza delle “biblioteche di comunità“, spazi culturali costruiti dal basso e sostenuti dal volontariato.L’idea di fondo è che i libri non sono soltanto oggetti da vendere, ma strumenti di relazione e di crescita collettiva.

In un momento in cui l’accesso alla cultura rischia di diventare sempre più diseguale, iniziative come BAOL ricordano che a volte basta una stanza piena di libri, qualche volontario e una buona idea per rimettere la lettura al centro della vita di un quartiere.

CONDIVIDI

Continua a leggere