28 Settembre 2026
/ 28.09.2026

“Il debito climatico va deciso con i giovani”: alla Camera nasce l’Assemblea sul Futuro

Il 23 settembre alla Camera la presentazione del progetto, in occasione della seconda plenaria della Costituente: 40 under 35 e 12 Mentor scrivono le regole. Dall’autunno 2027, a Parma, circa 100 cittadini elaboreranno proposte sulle scelte di lungo periodo

Circa 100 cittadini, un campione statistico della popolazione, chiamati a discutere le scelte che l’Italia dovrà compiere nei prossimi decenni. È il meccanismo dell’Assemblea Nazionale sul Futuro (ANF), presentata il 23 settembre alla Camera dei deputati. I lavori inizieranno nell’autunno 2027 a Parma, che in quell’anno sarà Capitale Europea dei Giovani e sostiene il progetto.

L’iniziativa è promossa da Ecosistema Futuro, rete di oltre 100 organizzazioni riunite dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Le regole le sta scrivendo la Costituente, affiancata da 12 Mentor: ex presidenti del Consiglio, della Camera e della Corte Costituzionale, ex ministri, senatori a vita. Secondo gli organizzatori l’ANF è al momento un unicum a livello internazionale: affronta le transizioni climatiche, tecnologiche, demografiche, sociali, politiche e culturali con scelte di lungo periodo, per superare la tendenza delle democrazie attuali a decidere sul breve termine.

 Ad aprire l’incontro è stato il vicepresidente della Camera Sergio Costa: “Il debito climatico e il debito pubblico che lasciamo in eredità ai più giovani vengono decisi oggi, quasi sempre senza di loro”. Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, ha richiamato la riforma costituzionale del 2022 degli articoli 9 e 41 e la Valutazione di impatto generazionale introdotta nel 2025: “Vogliamo andare oltre: dare più voce alle nuove generazioni e portare stabilmente il lungo periodo nelle scelte del Paese”. Il “sogno”, ha aggiunto, è che l’Assemblea diventi una nuova istituzione e che un giorno “finisca nei libri di storia”.

I co-presidenti della Costituente, Alice Morabito (19 anni) ed Eugenio Russo (21), hanno indicato le priorità. Morabito ha elencato tra le sfide l’emergenza climatica, le povertà persistenti e le incertezze legate all’intelligenza artificiale, poi “l’accesso alla casa o ai mutui, quartieri inospitali, aree interne dimenticate”. Russo ha auspicato un Paese “in cui i giovani possono restare per realizzare i propri sogni”. Beatrice Aimi, assessora alla Comunità Giovanile del Comune di Parma, ritiene che il percorso “possa essere un valore aggiunto per la comunità giovanile di Parma e non solo”. La senatrice a vita Elena Cattaneo, Mentor della Costituente, ha parlato di un progetto per lei inedito, per “costruire l’Italia che vogliamo nel 2050”.

Sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi della Camera. Elena Boschi (Italia Viva) ha parlato di “dittatura dell’istante”: “tutto è schiacciato sul presente e manca una visione di lungo periodo”. E ha aggiunto: “il futuro non si eredita, si conquista”. Chiara Braga (Pd) ha detto che “dobbiamo superare la logica dell’emergenza” e ha chiesto al Parlamento di “non tradire la promessa di dialogo”. Matteo Richetti (Azione) ha detto che la politica è “un luogo che non è più in grado tecnicamente di affrontare il futuro” e ha auspicato di “sottrarre il dibattito sul futuro alla retorica”. Enrico Costa (Forza Italia) ha detto: “Oggi è bello vedere forze politiche differenti che convergono su una questione così importante come il futuro”. Luana Zanella (Avs) ha definito la proposta “ambiziosa e interessante”.

L’obiettivo più ampio, ha spiegato Luca Miggiano, responsabile di Ecosistema Futuro, è far diventare l’Assemblea “una conversazione nel Paese, che attraversi i media, la cultura, la cultura pop, la società civile”.

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