Roma non diventerà una città “veloce” dall’oggi al domani, ma qualcosa si muove. E stavolta sotto terra. Dopo anni in cui la metropolitana è stata sinonimo di cantieri infiniti e promesse rinviate, il rilancio della rete del ferro apre una fase nuova, fatta di avanzamenti reali, prolungamenti attesi da decenni e un piano di riqualificazione delle stazioni esistenti che guarda finalmente anche alla qualità del servizio. È un cambio di passo che può incidere sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di romani.
Metro C, da simbolo dei ritardi a infrastruttura strategica
La Linea C resta il perno di questo rilancio. Con l’arrivo di due nuove stazioni nel centro della città, la metro che collega le periferie sud-orientali con il centro storico schiude collegamenti impensati fino a pochi anni fa. Lo slancio verso Piazza Venezia e oltre, verso la zona vaticana, non è ancora completato ma oggi si vede un tracciato coerente che non si limita a servire le punte estre, ma incrocia nodi urbani cruciali e crea interscambi con le altre linee della rete.
Questo non significa solo spostarsi più rapidamente: significa connettere quartieri lontani alle opportunità del centro, alleggerire il traffico di superficie e spingere finalmente l’uso del ferro come alternativa credibile all’auto. Una promessa che, se mantenuta, potrebbe riscrivere l’idea di mobilità nella Capitale.
Linea A verso ovest e Linea B verso est, le estensioni che contano
Non sono solo i nuovi tratti a dare speranza. La Linea A è pronta a spingersi più a ovest, con un prolungamento verso Torrevecchia lungo circa due chilometri e due nuove fermate previste. È un pezzo di città che per troppo tempo è rimasto ai margini della rete veloce, e ora potrebbe finalmente respirare meglio.
Sul fronte opposto, la Linea B guarda a est. L’idea di portare la metropolitana oltre Rebibbia fino a Settecamini e Setteville, con sei nuove fermate, è ancora in fase di progettazione, ma se realizzata darebbe una risposta concreta alla domanda di mobilità di un quadrante densamente popolato, finora servito quasi esclusivamente dal trasporto su gomma.
La Linea D, il quarto asse che può ribaltare la geografia di Roma
E poi c’è la Linea D, il progetto che più di tutti potrebbe cambiare davvero la fisionomia della rete romana. Dopo anni in cui l’idea era rimasta nei cassetti, il tracciato è stato approvato e aggiornato e la sua realizzazione è finalmente considerata una priorità vera dall’amministrazione cittadina.
Questa quarta linea collegherebbe in maniera diretta i quartieri del nord-est — da Talenti, Montesacro e Salario — con i quartieri del sud e ovest come Trastevere, San Paolo, Marconi, Magliana ed EUR, passando attraverso il cuore storico di Roma, con fermate previste vicino a Spagna, San Silvestro e Venezia.
Per la prima volta, aree oggi tagliate fuori dal sistema metropolitano avrebbero un collegamento rapido e continuo con il resto della città e con i principali nodi di trasporto. Vuol dire che non solo più persone potrebbero lasciare l’auto a casa, ma che si ridurrebbe anche la dipendenza dal traffico di superficie per milioni di spostamenti quotidiani. È un progetto complesso, lungo e costoso, ma è anche l’asse che potrebbe davvero rendere la rete romana moderna e competitiva, con interscambi pensati per collegare tutte le altre linee e con la ferrovia regionale.
Restyling delle stazioni, la qualità del servizio
Il rilancio della metropolitana non passa solo dai nuovi tratti. Un capitolo fondamentale riguarda la riqualificazione delle fermate esistenti, molte delle quali mostrano segni di usura e carenze strutturali. Interventi su ascensori, scale mobili, segnaletica, sicurezza e decoro rigenerano spazi che per troppi anni sono rimasti trascurati. Stazioni più funzionali e più sicure non sono un dettaglio: sono parte di un servizio che deve essere attrattivo e affidabile per chi sceglie il trasporto pubblico ogni giorno.
Mettendo insieme l’avanzamento della Linea C, le estensioni di A e B e la prospettiva della Linea D, emerge un disegno più coerente rispetto agli ultimi anni. L’obiettivo non è solo aggiungere fermate, ma costruire una rete fluida, capace di sostenere la domanda di mobilità urbana alleggerendo la pressione sulle strade.
Ogni treno in più significa meno auto in strada, meno emissioni e meno tempo perso nel traffico. In una città dove gli spostamenti sono spesso un supplizio quotidiano, il potenziamento della metropolitana è una delle poche politiche capaci di produrre benefici tangibili e duraturi.
