Milano, durante le Olimpiadi invernali del 2026, affianca allo sport un programma culturale costruito su interventi concreti. Al centro c’è il Castello Sforzesco, che rafforza il proprio ruolo di luogo di studio e valorizzazione dell’opera di Leonardo da Vinci attraverso un insieme coordinato di restauri, aggiornamenti museali e strumenti di mediazione pensati per il pubblico.
La Sala delle Asse vista dal cantiere
Il fulcro dell’iniziativa è l’apertura eccezionale della Sala delle Asse, uno degli ambienti più complessi realizzati da Leonardo nella Milano sforzesca. Durante l’ultima fase del restauro, i visitatori potranno accedere ai ponteggi e osservare la decorazione a pochi centimetri di distanza, una possibilità solitamente riservata a restauratori e studiosi. La volta vegetale, le lunette e il celebre “monocromo” a carbone diventano così leggibili come superfici di lavoro, permettendo di cogliere materiali, tecniche esecutive e criticità conservative.
Le visite guidate, organizzate da Ad Artem in collaborazione con le restauratrici di SERES s.r.l., prevedono un’introduzione storica sulla presenza di Leonardo al Castello e un tempo di permanenza in cantiere, con dispositivi di sicurezza, che consente di osservare da vicino le fasi operative del restauro. Un’esperienza che restituisce la complessità dell’intervento senza mediazioni semplificanti.
Il racconto multimediale nelle Sale Panoramiche
Accanto al cantiere, nelle Sale Panoramiche del Castello, è allestita un’installazione multimediale dedicata alla storia della Sala delle Asse e al contesto della corte sforzesca. Il percorso utilizza immagini, documenti e ricostruzioni per mettere in relazione le diverse fasi decorative, le scoperte più recenti e le ipotesi interpretative maturate nel tempo, offrendo al visitatore strumenti per orientarsi in una vicenda lunga e complessa.
I leonardeschi in Pinacoteca
Il percorso si estende alla Pinacoteca del Castello, dove la Sala XXI riapre con un nuovo allestimento dedicato ai leonardeschi, artisti formati nella bottega di Leonardo o influenzati dal suo linguaggio. Restaurazioni recenti, nuove acquisizioni e apparati multimediali permettono di seguire la diffusione del modello leonardiano e il suo impatto sulla produzione artistica milanese, evidenziando un processo condiviso e duraturo.
Il progetto è promosso dallo staff del Castello Sforzesco, curato da Fiorella Mattio, Irene Scarcella e Luca Tosi, con il sostegno del ministero del Turismo e il contributo di partner scientifici. Come ricorda l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, l’obiettivo è valorizzare “i luoghi e le testimonianze che documentano la presenza di Leonardo da Vinci nella Milano sforzesca” attraverso un percorso integrato e accessibile.
Date, orari e biglietti scandiscono un calendario preciso, ma l’intervento guarda oltre il periodo olimpico. L’apertura dei cantieri e l’aggiornamento dei percorsi museali rendono visibile un lavoro che di solito resta nascosto, trasformando l’evento internazionale in un’occasione di conoscenza e di accesso diretto al patrimonio.
