Per la prima volta l’Antartide è stata completamente mappata sotto la sua coltre di ghiaccio, rivelando un paesaggio sorprendentemente articolato. Montagne, profonde valli glaciali, pianure e oltre 30.000 colline precedentemente ignote emergono dalla calotta che copre un continente grande circa metà dell’Africa. La ricerca, pubblicata su Science, è stata guidata dai glaciologi Robert Bingham dell’Università di Edimburgo e Helen Ockenden dell’Institut des Geosciences de l’Environnement.
Gli scienziati hanno combinato immagini satellitari ad alta risoluzione con un metodo chiamato Ice-Flow Perturbation Analysis (Ifpa), che sfrutta le variazioni di flusso del ghiaccio per dedurre la forma del terreno sottostante. “Ora possiamo stimare la topografia in ogni punto del continente, anche nelle zone mai rilevate dai radar aerei o dai sondaggi terrestri”, ha spiegato Ockenden. Le mappe precedenti lasciavano lacune di decine di chilometri; l’Ifpa le colma e mostra un panorama continuo dei paesaggi nascosti.
La dinamica dei ghiacci
Conoscere la forma del letto roccioso sotto il ghiaccio è fondamentale per capire come l’Antartide risponderà al cambiamento climatico. Rilievi irregolari rallentano lo scivolamento del ghiaccio verso l’oceano, influenzando le stime sull’innalzamento dei mari. “Avere una mappa accurata è essenziale per i modelli che prevedono quanto velocemente il ghiaccio arriverà in mare e quanto contribuirà all’innalzamento globale dei livelli”, ha affermato Bingham.
La mappa Ifpa mostra paesaggi su scale da 2 a 30 km: canali glaciali profondi, altopiani prima inesplorati e creste simili a quelle alpine di Scozia, Scandinavia o Groenlandia. I bacini subglaciali, come quelli di Maud e Recovery, ospitano depressioni e sistemi idrologici complessi, mentre gli altopiani conservano valli e creste antiche, testimoni di glaciazioni passate.
Classificare il paesaggio nascosto
Analizzando la morfologia, i ricercatori hanno diviso l’Antartide in tre tipi di paesaggio: alpino, a basso rilievo e “selettivamente eroso”. Quest’ultimo, che copre circa il 56% del continente, mostra zone dove l’erosione glaciale ha inciso profondamente la roccia, lasciando rilievi residui. La mappa distingue aree dove l’erosione è ancora attiva lungo i flussi di ghiaccio attuali da paesaggi relitti che documentano calotte glaciali passate, probabilmente anteriori al Miocene medio.
Oltre a chiarire la distribuzione dei terreni a basso rilievo, l’Ifpa individua colline e asperità mesoscalari ignorate dalle mappe precedenti. Il numero di queste strutture è quasi doppio rispetto alle rilevazioni recenti, fornendo dati nuovi sulla rugosità e sulla resistenza basale del ghiaccio, parametri chiave per modellarne il comportamento futuro.
Questo ritratto dell’Antartide sotto i ghiacci apre la strada a studi più mirati, indicando dove servono rilievi dettagliati e migliorando le previsioni sull’evoluzione del continente e sull’innalzamento dei mari. Il continente più freddo della Terra, e per certi aspetti più misterioso di Marte, ora offre una nuova prospettiva sul cuore gelido del Pianeta.
