Chi oggi entra nella Caffarella dalla ex Cartiera Latina con l’idea di arrivare all’Appia Antica deve arrangiarsi tra varchi, sterrati e tratti che si interrompono. Domani potrebbe bastare seguire l’acqua. È l’idea alla base del progetto di riqualificazione ambientale da 1,2 milioni di euro finanziato dal Comune, che sceglie l’Almone, il piccolo fiume che attraversa la valle, come asse attorno a cui riorganizzare il parco: un unico percorso per tenere insieme luoghi che finora vivevano ciascuno per conto proprio.
Dalla Cartiera al Fienile Cartoni
Il nuovo tracciato ciclopedonale servirà a completare il cosiddetto Sentiero dell’Acqua. La partenza è fissata alla ex Cartiera Latina; da lì il percorso taglierà il Borghetto della Caffarella, dove è prevista la rimozione delle costruzioni abusive e il recupero degli spazi, per spingersi fino al ponte pedonale e carrabile e agganciarsi all’ex Fienile Cartoni. Tutt’intorno, aree destinate a tornare allo stato naturale. L’obiettivo è dare continuità a un pezzo di valle che molti romani, oggi, conoscono solo a frammenti, tra un ingresso e l’altro.
Il tassello che cambia la geografia del parco, però, è la diramazione verso la Villa dei Mosaici dei Tritoni. Il complesso diventerà lo snodo tra il fondovalle e la consolare, trasformando una semplice ciclabile lungo il fiume in un vero collegamento tra Caffarella e Appia. Natura, archeologia e storia sullo stesso itinerario, senza soluzione di continuità. Sul sito sono già partiti i primi scavi archeologici, seguiti dal Parco archeologico dell’Appia Antica diretto da Luigi Scaroina. Sempre sul fronte dell’Appia, con un secondo stralcio toccherà all’ex fienile agricolo dell’Ottocento: verrà consolidato e convertito in spazio polivalente per mostre, didattica e studi dedicati alla Regina viarum.
Salici al posto dell’ailanto
Il cantiere avrà anche un lato verde nel senso più letterale. Dalle sponde verranno estirpati ailanto e robinia, specie invasive, sostituiti da salici, pioppi e querce, arbusti e piante tipiche delle zone umide. Il sentiero non correrà sempre a filo d’acqua: dove la vegetazione è più fitta si terrà a 10-20 metri di distanza, per salvaguardare le fasce più preziose per la biodiversità.
Vaccareccia, il cantiere più grande
L’intervento sull’Almone si affianca a quello, ben più corposo, sul Casale della Vaccareccia: oltre 6,5 milioni per restituire alla città l’intero complesso agricolo storico. Il fienile ha già riaperto e da marzo ospita un caseificio a chilometro zero, sale espositive e aule didattiche; i lavori proseguono su Stalla Grande e casale principale, destinati a servizi culturali e di accoglienza. In programma anche un impianto fotovoltaico da 66 kW.
L’assessora all’Ambiente, all’Agricoltura e al Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi cita Antonio Cederna e la sua idea dell’Appia come un cuneo di verde che dà respiro alla città, da vivere e non solo da guardare. L’obiettivo è un parco più accessibile e connesso alle altre aree verdi, sottratto agli usi impropri e alla marginalità che per anni lo hanno segnato. In una parola, “un luogo aperto a tutti”.
