Roma non smette di attirare il mondo. Il 2025 si chiude con un nuovo primato per il turismo nella Capitale: quasi 23 milioni di arrivi e oltre 52 milioni di presenze, cioè notti trascorse in città. Numeri che superano quelli, già altissimi, del 2024 e che certificano un trend ormai strutturale, anche se fortemente spinto dall’Anno Santo.
Il traino del Giubileo e l’effetto grandi eventi
A spingere verso l’alto i flussi è stato soprattutto il Giubileo, che ha portato a Roma milioni di pellegrini da tutto il mondo. Una spinta straordinaria, ma non episodica: negli ultimi anni la città ha costruito una strategia fondata sui grandi eventi, capaci di allungare la permanenza media e di portare visitatori anche fuori dai periodi tradizionalmente più affollati. Il risultato è una crescita costante: rispetto all’anno precedente gli arrivi sono aumentati di oltre il 3% e le presenze di quasi il 3%.
Il turismo si conferma uno dei pilastri dell’economia romana. L’impatto complessivo sul territorio supera i 13 miliardi di euro, con ricadute diffuse su ristorazione, commercio, trasporti, cultura e servizi. È un’industria che crea lavoro e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe sempre più puntare su occupazione stabile e qualificata, non solo su numeri in crescita.
La prudenza degli albergatori
Dietro il record, però, c’è una lettura meno trionfalistica. Gli operatori alberghieri segnalano che l’aumento dei flussi non si è tradotto automaticamente in maggiori ricavi. Il 2025, dal punto di vista del fatturato, risulta addirittura leggermente in calo. Il motivo è noto: il Giubileo porta soprattutto pellegrini, spesso con una capacità di spesa più contenuta, che scelgono alloggi religiosi, ostelli e soluzioni a basso costo. Uno schema già visto in passato e che spiega perché, nonostante le camere piene, i conti degli hotel restino sotto pressione.
C’è poi un altro tema che accompagna questi numeri: la convivenza tra turismo e vita quotidiana. Con quasi 23 milioni di visitatori l’anno, Roma deve fare i conti con l’impatto sui quartieri, sui servizi e sui residenti. L’obiettivo è rendere il turismo più equilibrato, capace di restituire alla città più di quanto consuma, in termini di risorse, spazi e qualità urbana.
Lo sguardo al 2026
Gli operatori guardano ora al 2026 con cauto ottimismo. L’enorme visibilità internazionale accumulata nell’ultimo anno, gli eventi straordinari che hanno acceso i riflettori sulla città e il “vestito nuovo” lasciato dai cantieri del Giubileo e dagli investimenti del Pnrr potrebbero attirare un turismo con maggiore capacità di spesa. La scommessa è trasformare la quantità in qualità, senza snaturare Roma né renderla un parco a tema. Facile no. Ma ormai indispensabile.
