6 Marzo 2026
/ 6.03.2026

Con il carpooling aziendale 454 mila auto in meno in un anno

Quasi 800 mila viaggi condivisi nel 2025. Dall’Osservatorio Jojob emerge una mobilità diversa: meno emissioni, meno costi e una risposta al pendolarismo che domina le strade italiane

L’auto privata continua a essere il pilastro degli spostamenti in Italia. Secondo le analisi dell’ISPRA, circa il 79% dei viaggi passeggeri avviene ancora su strada con auto e motocicli. Un dato che spiega perché traffico, emissioni e tempo perso in coda restino problemi strutturali per le città.

Eppure qualcosa si sta muovendo, con un cambiamento nelle abitudini quotidiane: condividere l’auto. Nel 2025 i viaggi in carpooling aziendale monitorati dall’Osservatorio nazionale di Jojob hanno raggiunto 795.335 spostamenti, più del doppio rispetto a due anni prima. Un numero che si traduce in effetti concreti: 454.819 auto tolte dalle strade, oltre 12,4 milioni di chilometri evitati e 1.623.442 chilogrammi di CO₂ risparmiati.

Il traffico che costa tempo alle città

La congestione urbana è diventata uno dei principali costi invisibili della mobilità contemporanea.Il Global Traffic Scorecard 2025 di INRIX indica che a Roma ogni automobilista perde 76 ore l’anno nel traffico, mentre a Milano si superano le 67 ore. In questo contesto ridurre il numero di auto in circolazione diventa una priorità non solo ecologica ma anche economica. Il carpooling aziendale prova a intervenire proprio qui: sugli spostamenti casa-lavoro o casa-università, che si ripetono ogni giorno sugli stessi percorsi.

La diffusione del carpooling segue da vicino la geografia del pendolarismo italiano. Oltre la metà dei viaggi condivisi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

Il Piemonte guida la classifica con oltre 145 mila viaggi, mentre la Puglia registra una crescita molto rapida, superando i 100 mila spostamenti condivisi in un solo anno. Anche alcune province mostrano dinamiche interessanti: Torino, Bologna e Milano restano i principali poli, ma aumentano rapidamente anche territori caratterizzati da spostamenti intercomunali più lunghi.

In alcune regioni del Sud e delle isole la distanza media per viaggio supera i 50 chilometri, segno che il carpooling intercetta soprattutto il pendolarismo extraurbano, dove il trasporto pubblico è spesso meno capillare.

Condividere l’auto prima di cambiarla

Più della metà dei viaggi condivisi avviene con auto diesel, seguite da benzina e GPL. Le elettriche restano ancora marginali, sotto l’1%.

È un dato che racconta la fase attuale della transizione della mobilità in Italia. Prima ancora di sostituire le auto, il carpooling punta a utilizzarle meglio, aumentando il numero di persone a bordo e riducendo così il numero complessivo di veicoli sulle strade.

Un cambiamento che parte dalle abitudini

Negli ultimi due anni i viaggi condivisi sono cresciuti del 113%, mentre il risparmio economico complessivo per gli utenti ha superato 2,4 milioni di euro.

Numeri che indicano una trasformazione della mobilità quotidiana: una pratica che sta trovando spazio proprio dentro il modello dominante dell’auto privata.

In un Paese dove il pendolarismo resta una costante, la differenza può cominciare da un dettaglio semplice: riempire i sedili vuoti di un’auto che, comunque, sarebbe partita lo stesso.

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