16 Luglio 2024
Milano, 24°

Turismo

Fare niente non è più dolce come prima

Il turismo esperienziale sempre più amato dagli italiani. Associare l’utile al dilettevole, contribuendo allo sviluppo o al sostegno di un progetto o di una realtà va di moda. Insomma, andare in vacanze per non fare niente non piace più a tanti. Vediamo come.

Non sempre la vacanza è sinonimo di mero relax. È vero che sono in molti coloro che non vedono l’ora di crogiolarsi nel dolce far niente, ma è vero anche che sono sempre più numerosi quelli che preferiscono approfittare del tempo libero per sperimentare attività mai provate o scoprire nuove realtà. Si parla, in questo secondo caso, di turismo esperienziale: un viaggio cioè alla ricerca di una conoscenza più verace e genuina del territorio in cui si decide di trascorrere il soggiorno, unita a un desiderio di uscire dalla propria comfort zone.

Il successo del turismo esperienziale in Italia è confermato dai dati. A sceglierlo sono il 75% dei circa 35 milioni di Italiani che nel corso di un anno pianificano almeno una vacanza, ma anche il 60% dei viaggiatori stranieri che soggiornano in Italia. Il valore di questo nuovo modo di godersi il tempo libero è stimato a 20 miliardi di euro e si prevede una crescita del settore del +10% annuo nei prossimi anni. Chi lo sceglie di solito è un viaggiatore consapevole, che ama godersi i ritmi lenti e che presta attenzione anche alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Sono tanti i motivi per i quali scegliere il turismo esperienziale è una buona idea. Questo tipo di vacanza permette di scoprire lo spirito più autentico dei luoghi, ma consente anche di mettersi alla prova con attività mai affrontate prima (per mancanza di tempo o di opportunità) o di associare l’utile al dilettevole contribuendo allo sviluppo o al sostegno di un progetto o di una realtà. Questo non significa escludere totalmente le visite ai monumenti o alle attrazioni principali, ma è lo scopo che cambia. Chi sceglie vacanze di questo tipo non vuole solo riposarsi e svagarsi ma entrare in connessione con il territorio e svolgere attività irripetibili altrove.

Le tipologie di turismo esperienziale sono innumerevoli. Una tra le più amate è di sicuro quella di natura enogastronomica, nella quale il viaggio si trasforma in una scoperta dei profumi e dei sapori tipici del luogo. Non si tratta solo di degustazioni però, ma anche della partecipazione a cooking class dove imparare a realizzare i piatti tipici. Anche la volontà di immergersi nella natura e di entrarvi in contatto in maniera profonda porta a scegliere questo modo di viaggiare: si può partire per un trekking, che sia naturalistico o urbano (cioè tra borghi e paesini), ma anche decidere di spostarsi esclusivamente in bicicletta o di percorrere a piedi qualcuno dei numerosi cammini, sempre più amati, che attraversano l’Italia in ogni direzione. Altre opzioni sono date dalla possibilità di partecipare a laboratori di artigianato o a progetti di conservazione della natura, oppure c’è chi parte verso località amene per soggiorni dedicati allo yoga, alla meditazione o al teatro. Esistono anche agriturismi che coinvolgono l’ospite in alcune attività, come raccogliere le uova e mungere le mucche. L’offerta è ogni anno più vasta e le possibilità sono alla portata di tutte le tasche e di tutte le esigenze.

Condividi