2 Ottobre 2026
/ 2.10.2026

Giornate FAI d’Autunno, 700 luoghi per capire l’Italia che cambia

Il 10 e 11 ottobre tornano le aperture del Fondo per l’Ambiente Italiano. Quest’anno entrano nel percorso anche botteghe, imprese e patrimonio industriale, mentre il clima mette a rischio una parte dei beni da proteggere

Il 10 e 11 ottobre l’Italia apre le porte a 700 luoghi spesso inaccessibili al pubblico, distribuiti in 350 città. Sono le Giornate FAI d’Autunno, giunte alla quindicesima edizione, uno degli appuntamenti più estesi dedicati alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale italiano. Per il 2026 il Fondo per l’Ambiente Italiano ha scelto di dedicare un’attenzione particolare all’artigianato e al “saper fare”, con oltre 75 aperture e percorsi legati alle tradizioni manifatturiere.

Quando il patrimonio entra in azienda

Tra i luoghi visitabili compaiono così anche realtà produttive, botteghe e musei d’impresa. Secondo il presidente del FAI Marco Magnifico, più del 10% dei 700 luoghi aperti appartiene proprio a questa categoria. “Il grande artigianato italiano e le piccole imprese siano, esattamente come i monumenti italiani, il grande deposito di cultura del nostro Paese”, ha spiegato.

L’idea è allargare il concetto stesso di patrimonio. Francesco Somma, vicepresidente di Confindustria per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto, ha sottolineato che dietro un’azienda possono esserci “competenze, ricerca, affidabilità, capacità di innovare”. Per questo, secondo Somma, anche il patrimonio industriale dovrebbe essere conosciuto e valorizzato.

A guidare parte delle visite saranno 9 mila Apprendisti Ciceroni, studenti coinvolti dal FAI per accompagnare il pubblico alla scoperta dei luoghi. L’obiettivo della Fondazione è mettere i giovani a contatto diretto con monumenti, natura e attività produttive.

Il FAI investe, ma il clima presenta il conto

Dietro le aperture c’è anche un lavoro meno visibile di conservazione. Nel 2026 il FAI prevede di destinare oltre 12 milioni di euro a restauri e manutenzioni straordinarie, quasi il triplo rispetto a quattro anni fa. Quest’anno la Fondazione ha seguito 150 cantieri, con oltre 20 architetti specializzati, 150 fornitori e 200 consulenti tecnici.

La tutela del patrimonio deve però fare i conti con un fattore sempre più difficile da ignorare: gli eventi meteorologici estremi. Due settimane prima della presentazione delle Giornate FAI, una violenta tempesta aveva provocato gravi danni al Giardino della Kolymbethra, ad Agrigento. È un esempio di come l’aumento dei rischi climatici possa trasformarsi anche in un problema di conservazione dei beni culturali.

Per questo il FAI ha previsto per il 2027 circa 1,5 milioni di euro destinati esclusivamente a interventi legati alla transizione ecologica e all’adattamento climatico: una quota pari al 12% del budget previsto per i restauri.

Le Giornate d’Autunno diventano così un’occasione per osservare cosa significa conservare il patrimonio nel presente. Accanto a palazzi, monumenti e luoghi storici entrano nel racconto le competenze artigiane, le imprese e i territori. E insieme alla conoscenza cresce la necessità di proteggerli dalle trasformazioni ambientali che stanno già producendo effetti concreti.

L’edizione 2026 conferma inoltre la collaborazione con la Rai, Main Media Partner dell’iniziativa da oltre dieci anni. Dal 5 all’11 ottobre la programmazione televisiva, radiofonica e digitale di RaiPlay Sound dedicherà spazi ai siti e alle attività del FAI.

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