15 Aprile 2024
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I gusti dei potenti? Sono italiani

12.03.2024

Lo conferma “Cafe Milano” a Washington. Il ristorante più desiderato dai potenti della Casa Bianca”, famoso per il suo “Power dining” che propone piatti italiani griffati con i nomi dei nostri stilisti. Sul menù c’è anche un piatto che rende onore a John Kerry.

La terza Camera o l’anticamera della Casa Bianca. A Washington D.C. presidenti, politici e celebrity si inchinano tutti davanti ad un buon piatto italiano. La cena che mette d’accordo tutti e che non conosce colore politico viene servita al Cafe Milano, nel quartiere di Georgetown. Da oltre 30 anni è qui che va in scena il cosiddetto “power dining”. La mano che tesse le reti è quella di Franco Nuschese, originario di Minori, in Costiera amalfitana, che dopo un passato a Londra e a Las Vegas, è approdato nella capitale degli Stati Uniti, dove il 3 novembre del 1992, giorno in cui fu eletto presidente Bill Clinton, ha aperto Cafe Milano. «Fortunatamente a Washington Franco è l’unico che non ha scadenza di mandato – ha detto a Ultimabozza Nuschese citando Clinton ­ I politici vanno e vengono, lui resta».

Il nome Cafe Milano richiama la capitale della moda. La visione di Nuschese è stata da sempre quella di unire due concetti di eccellenza italiana: la cucina e la moda. Non a caso, la maggior parte dei piatti in menù ha nomi di designer o marchi famosi, le linguine sono “Moschino”, gli spaghetti “Kito”, i ravioli “Cavalli”, i risotti per la cena sono due, “Armani” e “Versace”, gli Ndunderi, la pasta di Minori, sono “Marinella”. «La mia più grande ambizione – ha spiegato – è far sì che questo posto continui ad essere per tutti i nostri ospiti quella che qui in Usa definiscono ‘home away from home’, un luogo intimo e familiare. In tutti questi anni mi sono convinto che la forza di Cafe Milano poggi sul suo essere bipartisan. Tutti i politici di Washington, repubblicani come democratici, quando vengono da noi, lasciano fuori le divergenze politiche. Credo che la mia più grande soddisfazione personale sia quella di aver creato un posto in cui sia i progressisti che i conservatori si sentono a loro agio, in un ambiente sereno e accogliente».

I gusti dei potenti? Spesso sorprendentemente semplici. Il presidente Joe Biden, ad esempio, adora la pasta. In questo può essere stata complice la moglie, la First Lady Jill Biden, le cui origini sono italiane. In particolare, il commander in chief si lascia prendere per la gola dai capellini al pomodoro. Sul menù c’è anche un piatto che rende onore a John Kerry, ex Segretario di Stato sotto l’amministrazione Barack Obama e fresco dimissionario da inviato speciale del presidente per il clima. Si tratta della “panzanella J.K.”, detta così perché lui stesso ha fatto fare delle modifiche alla ricetta originale Toscana.

E la lista dei presidenti e Capi di Stato è lunga. Almeno 19 da ogni parte del mondo. Tra quelli americani, dall’anno dell’apertura tutti tranne Donald Trump. La figlia Ivanka, invece, è abbastanza un’habitué. Benedetto XXVI vi festeggiò il suo 81/o compleanno e anche la premier italiana Georgia Meloni ha fatto tappa qui l’anno scorso. Il Cafe Milano attira anche celebrities dal mondo sia della musica, della moda, del cinema o dello sport. Hanno cenato qui, tra gli altri, Michael Jordan, LeBron James, Clint Eastwood, Harrison Ford, Sharon Stone, Bradley Cooper, Lionel Richie, Stevie Wonder, Prince, Mick Jagger.

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