7 Marzo 2026
/ 6.03.2026

I sentieri diventano la nuova frontiera della conservazione in Brasile

Dai parchi nazionali alle comunità rurali, una rete crescente di trekking punta a proteggere gli ecosistemi e creare economie locali sostenibili

Camminare può diventare una strategia ambientale. In Brasile, dove la biodiversità convive con pressioni agricole e cambiamenti climatici, i sentieri escursionistici stanno assumendo un ruolo inatteso, come infrastrutture leggere capaci di rafforzare la tutela della natura.

Il progetto è relativamente recente ma cresce rapidamente. Negli ultimi anni il Paese sudamericano ha iniziato a costruire una rete nazionale di sentieri a lunga percorrenza con segnaletica standardizzata – impronte nere su sfondo giallo – con l’obiettivo di rendere accessibili le aree protette e trasformare i visitatori in alleati della conservazione. Secondo i promotori dell’iniziativa, il principio è: si protegge meglio ciò che si conosce.

Il corridoio verde dei Caminhos da Ibiapaba

Uno dei simboli di questa strategia è il Caminhos da Ibiapaba, 186 chilometri di percorso che collegano due parchi nazionali nel nord-est del paese. Il tracciato attraversa tre ecosistemi molto diversi tra loro: frammenti di foresta atlantica, la Caatinga semiarida e il Cerrado, una delle savane più ricche di biodiversità al mondo.

Il sentiero ricalca in parte antiche rotte commerciali del XIX secolo e oggi accompagna gli escursionisti tra grotte, altopiani e villaggi rurali. Lungo alcune sezioni, le aree forestali sono in fase di recupero ecologico, e il passaggio controllato dei visitatori contribuisce a rendere visibili questi interventi.

L’idea alla base della rete di trekking è anche ecologica in senso stretto: collegare tra loro le aree protette può creare corridoi verdi utili alla fauna, facilitando gli spostamenti delle specie e riducendo il rischio di isolamento genetico.

Turismo lento, economia locale

Ma il progetto non riguarda solo la biodiversità. In molte zone rurali il trekking rappresenta una possibile alternativa economica alla piccola agricoltura intensiva, che spesso comporta disboscamento o uso del fuoco per liberare nuovi terreni.

Lungo i percorsi stanno nascendo piccole attività: pensioni familiari, punti ristoro, servizi di guida. Comunità locali e associazioni di escursionisti contribuiscono alla manutenzione dei sentieri e alla segnaletica, in un processo che cresce dal basso.

Il risultato è un turismo lento e diffuso, molto diverso dai grandi flussi delle mete più famose. E soprattutto capace di valorizzare elementi spesso ignorati: incisioni rupestri, palme di carnauba, tradizioni rurali e paesaggi poco conosciuti.

Un movimento globale

Il Brasile non è l’unico Pese a puntare sui sentieri come leva di sviluppo sostenibile. Negli ultimi anni sono nati progetti simili in diverse parti del mondo, lunghe rotte escursionistiche che attraversano intere regioni e collegano parchi, villaggi e siti culturali.

La logica è la stessa: usare il cammino come infrastruttura leggera per sostenere economie locali e allo stesso tempo rafforzare la tutela ambientale.

Naturalmente i sentieri non sono una soluzione miracolosa. Senza gestione adeguata, anche il turismo naturalistico può generare impatti sugli ecosistemi. Ma gli esperti sottolineano che lasciare vaste aree protette isolate e poco frequentate può essere ancora più rischioso, perché riduce l’attenzione pubblica sulla loro conservazione.

Camminare per proteggere

In Brasile la rete è ancora agli inizi: poco più di venti itinerari ufficiali e circa 7.000 chilometri di percorsi segnalati. Tuttavia altre migliaia sono in fase di progettazione.

La scommessa è, prima di tutto, culturale. Se il contatto diretto con i paesaggi crea un legame con i territori, ogni passo può trasformarsi in un piccolo gesto di tutela e diventare politica ambientale.

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