20 Gennaio 2026
/ 20.01.2026

Il clima cambia il calendario biologico dei pinguini

Uno studio decennale di Penguin Watch e Oxford rivela come il riscaldamento antartico abbia anticipato la riproduzione di tre specie del gruppo Pygoscelis

In Antartide, il calendario biologico dei pinguini sta cambiando più rapidamente di quanto ci si aspettasse. Tra il 2012 e il 2022, tre specie del gruppo Pygoscelis hanno anticipato la riproduzione fino a due settimane. A rivelarlo è uno studio decennale di Penguin Watch, condotto con le Università di Oxford e Oxford Brookes, pubblicato sul Journal of Animal Ecology il 20 gennaio, Giornata mondiale dei pinguini.

Riproduzione anticipata a ritmi record

I ricercatori hanno seguito le colonie di pinguini di Adelia (Pygoscelisadeliae), sottogola (P. antarcticus) e papua (P. papua) grazie a 77 telecamere distribuite in 37 colonie tra Antartide e isole subantartiche. Le telecamere scattavano foto periodiche e registravano la temperatura dell’aria nelle colonie, fornendo dati precisi sui comportamenti dei pinguini e sulle condizioni ambientali in cui vivono.

I risultati mostrano che i pinguini papua hanno anticipato la riproduzione di circa 13 giorni in media, con punte di 24 giorni, mentre Adelia e sottogola hanno anticipato di circa 10 giorni. È il cambiamento più rapido mai registrato per un uccello e forse per qualsiasi vertebrato. Ignacio Juarez Martínez, autore principale dello studio, ha spiegato: “I papua, più adattabili, stanno beneficiando delle temperature più miti, mentre Adelia e sottogola, più specializzati, affrontano maggiori difficoltà”.

Le colonie osservate si stanno riscaldando di 0,3 °C all’anno, quattro volte più della media antartica. Questo riscaldamento accelera la riproduzione e aumenta la competizione per i nidi e il cibo. In alcune colonie i papua hanno già occupato nidi tradizionalmente riservati ad Adelia o sottogola.

Rischi per l’ecosistema e la biodiversità

Secondo il professor Tom Hart, coautore dello studio, “osservare il comportamento degli animali è fondamentale: spesso è il primo segnale di stress che precede il calo delle popolazioni”.

Non è ancora chiaro se i pinguini riusciranno a mantenere questo ritmo in armonia con la disponibilità di krill e pesci. Anche piccoli sfasamenti, tra il periodo di riproduzione dei pinguini e la disponibilità di cibo, possono rendere più difficile la sopravvivenza dei pulcini e rischiare di destabilizzare l’ecosistema antartico.

Fiona Jones, coautrice dello studio, ricorda che “i pinguini sono indicatori dei cambiamenti climatici. Studiare come reagiscono ci aiuta a capire la resilienza delle specie nel mondo intero”. Per i ricercatori, ogni specie di pinguino gioca un ruolo preciso nel ciclo dei nutrienti e nella disponibilità di cibo in Antartide: perderne anche una sola specie rischia di compromettere questo equilibrio. 

CONDIVIDI

Continua a leggere