16 Marzo 2026
/ 16.03.2026

Il premio globale che accende i riflettori su chi prova a salvarci dall’estinzione

Il Wolfgang Kiessling International Prize for Species Conservation racconta l’impegno di chi difende la biodiversità, tra ricerca sul campo, nuove strategie di conservazione e specie salvate dall’oblio

Gli eroi della biodiversità trascorrono mesi a osservare delfini per decifrarne i suoni, studiano corridoi ecologici lungo i fiumi africani e proteggono primati in foreste sempre più infragilite da deforestazione e crisi climatica. È questo lavoro, spesso poco noto, che vuole celebrare il Wolfgang Kiessling International Prize for Species Conservation, il riconoscimento internazionale della Global Humane Society dedicato al conservazionista Wolfgang F. Kiessling.

Il premio viene assegnato ogni anno a ricercatori che, attraverso studi scientifici e progetti sul campo, contribuiscono alla tutela di specie minacciate e degli ecosistemi da cui dipendono.

La perdita di habitat, il cambiamento climatico, l’inquinamento e il traffico illegale di fauna stanno accelerando quella che molti scienziati definiscono ormai la sesta estinzione di massa. In questo scenario, la conservazione richiede approcci sempre più integrati: ricerca, gestione degli habitat, coinvolgimento delle comunità locali e nuove strategie di tutela.

Proprio in questi giorni, si è aperta la nuova fase di candidatura per l’edizione 2026 del premio. Gli scienziati della conservazione possono presentare domanda fino al 1° giugno, inviando un dossier che racconti i risultati delle proprie ricerche e l’impatto dei progetti sul campo.

La scienza dietro la conservazione

Il premio 2025 è stato assegnato alla biologa marina Kathleen Dudzinski, tra le massime esperte mondiali di comunicazione dei delfini. Da oltre trent’anni la ricercatrice studia il comportamento sociale dei cetacei e i loro sistemi di vocalizzazione, cercando di capire come questi animali comunicano tra loro.

I dati da lei raccolti contribuiscono a migliorare le politiche di tutela delle specie marine e a rafforzare programmi di educazione ambientale e sensibilizzazione del pubblico sulla salute degli oceani. La ricerca sulla comunicazione dei delfini, infatti, offre nuove chiavi per leggere la complessità delle relazioni sociali nei mammiferi marini e per sviluppare strategie di conservazione più efficaci.

Ricercatori in prima linea

Ogni anno il premio seleziona anche finalisti provenienti da diversi continenti e con esperienze molto diverse tra loro. Tra questi, nel 2025, il biologo statunitense Danté Fenolio, impegnato nella salvaguardia degli anfibi minacciati attraverso programmi di riproduzione e laboratori portatili utilizzati direttamente nei territori più isolati. C’è poi la biologa della conservazione Hilde Vanleeuwe, che opera da decenni nel campo della protezione degli elefanti africani e degli ecosistemi forestali, promuovendo la tutela dei corridoi ecologici lungo i fiumi per garantire la continuità degli habitat.

Tra i candidati, anche il primatologo malgascio Jonah Henri Ratsimbazafy, figura di riferimento nella protezione dei lemuri. Attraverso programmi scientifici e iniziative educative nelle comunità rurali del Madagascar, il suo lavoro combina ricerca, conservazione e sviluppo locale.

Un premio che amplifica la ricerca

Oltre al riconoscimento scientifico, il Kiessling Prize offre ai vincitori un finanziamento per sostenere le loro attività e una campagna mediatica internazionale che racconta il loro lavoro al pubblico globale. L’obiettivo è mostrare quanto la scienza sia centrale nella difesa della biodiversità: dietro ogni specie salvata dall’estinzione ci sono anni di ricerca, dati raccolti sul campo e una rete di scienziati, comunità locali e istituzioni che lavorano insieme.

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