Il prossimo volto delle banconote britanniche potrebbe avere piume, pelliccia o pinne. Nel Regno Unito è in corso una piccola rivoluzione iconografica: le future sterline potrebbero raffigurare animali e piante autoctone al posto delle celebri figure storiche che oggi dominano il retro della valuta.
L’idea arriva da una consultazione pubblica organizzata dalla Bank of England nel 2025. Più di 44 mila persone hanno partecipato al sondaggio e circa il 60% ha indicato la natura come tema preferito per la nuova serie di banconote. Oltre 26 mila voti hanno dunque spinto la biodiversità in cima alla classifica, davanti ad architettura, innovazione e grandi personaggi del passato.
Il risultato apre ora la strada a un processo di selezione che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Solo allora si saprà quali specie – animali o vegetali – finiranno davvero nelle mani dei cittadini.
Ogni nuova serie di banconote, spiegano dalla banca centrale, viene progettata soprattutto per migliorare i sistemi anti-contraffazione. Secondo Victoria Cleland della Bank of England, la natura offre un vantaggio tecnico importante: “Il motivo principale per introdurre nuove banconote è sempre aumentare la resistenza alle falsificazioni”, riporta Euronews. E proprio la complessità dei motivi naturali, ha spiegato, permette di sviluppare elementi di sicurezza più riconoscibili e difficili da replicare.
La biodiversità, insomma, diventa anche uno strumento tecnologico.
Un segnale culturale
Dietro questa scelta c’è però soprattutto una questione culturale. La fauna selvatica britannica è profondamente intrecciata con l’identità nazionale: dalle leggende popolari agli stemmi sportivi, fino ai paesaggi costieri e rurali. “È una splendida opportunità per mettere la biodiversità letteralmente nelle mani di tutti noi”, ha dichiarato Ali Fisher, fondatore della società di consulenza sulla sostenibilità Plans with Purpose.
Anche il naturalista scozzese Gordon Buchanan, coinvolto nel panel di esperti che sta elaborando la lista delle specie candidate, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa. “La natura è più di un semplice scenario: è il filo conduttore che lega i nostri paesaggi, la nostra storia e il nostro futuro”, ha spiegato.
In un periodo segnato dalla crisi climatica e dalla perdita globale di biodiversità, piccoli segnali culturali possono contribuire a cambiare la percezione collettiva.
Anche gli “animali meno amati“
Alcune organizzazioni ambientaliste chiedono che sulle nuove banconote compaiano anche le specie meno popolari: piccioni o gabbiani, ad esempio.
Secondo la RSPCA, la storica associazione britannica per la protezione degli animali, rappresentare queste specie potrebbe aiutare a ridurre lo stigma che spesso le circonda. “Che dire dei piccioni, nostri compagni da migliaia di anni, o dei gabbiani con la loro incredibile intelligenza?”, ha ricordato l’esperto di fauna Geoff Edmond.
Un trend europeo
Il Regno Unito non sarebbe il primo Paese europeo a celebrare la natura sulla propria valuta. In Norvegia, ad esempio, le corone mostrano motivi marini legati alla lunga costa del Paese, con onde stilizzate e pesci dell’Atlantico.
La Svizzera, invece, ha già scelto una strada simile nel 2016 con una serie di banconote dedicate ai fenomeni naturali: vento, acqua, farfalle e paesaggi alpini.
Anche la Banca centrale europea sta valutando qualcosa di analogo per le future banconote in euro.
Mettere un animale su una banconota non salva certo una specie in pericolo. Ma può cambiare il modo in cui la società guarda al proprio patrimonio naturale.
Persino il denaro – l’oggetto forse più quotidiano della vita moderna – può diventare un promemoria costante: la natura è una parte della nostra economia, della nostra cultura e del nostro futuro.
