9 Ottobre 2026
/ 9.10.2026

Leggere insieme silenziosamente. I Silent Book Club lanciano una pratica sociale che ridefinisce lo spazio collettivo

Leggere è per la maggioranza delle persone un’attività estremamente privata, che si esercita nei momenti in cui il pensiero può andare al proprio passo, misurarsi con il respiro e la concentrazione

C’è chi legge la sera, per farsi accompagnare dalle storie un attimo prima di abbandonarsi al sonno. C’è chi legge in piena notte, quando il silenzio avvolge la casa, e chi al mattino, appena sveglio, per riallacciare i fili delle storie lasciate sospese tra le pagine. C’è chi è costretto a leggere e sfoglia controvoglia pagine e pagine di testi; chi si innamora di questo tempo tutto per sé e chi invece non ne rimane mai del tutto avvinto e lo fa, faticosamente, per dovere o per abitudine.

La lettura è un’attività intellettuale storicamente declinata in privato, che sta però cambiando forma e che diventa nelle città rito sociale, collettivo, pubblico. Si afferma sempre più a Roma, come in altre città del mondo, la pratica sociale dei Silent Book club, circoli di lettura collettiva che promuovono la funzione sociale di questa attività, con la condizione di non utilizzare cellulari e social nel tempo dedicato alla lettura. Luoghi aperti, pubblici, liberi, dalle piazze alle sedi istituzionali, dalle librerie alle biblioteche, dai mercati rionali fino ai parchi pubblici: la lettura in forma collettiva riporta le persone nei terzi luoghi, quegli spazi preziosi e per troppo tempo tralasciati che ora tornano ad essere valorizzati come luoghi deputati alla costruzione di reti di legami di comunità.

Ray Oldenburg, sociologo americano, nel suo libro “The Great Good Place” pubblicato nel 1989 aveva individuato come terzi luoghi tutti quegli spazi in cui le persone esercitano la vita pubblica, le relazioni sociali, costruiscono la loro dimensione al di fuori dal primo luogo, tradizionalmente la casa, e dal secondo, il lavoro. Lo abbiamo visto durante la pandemia di Covid 19: fruire di spazi aperti di prossimità, parchi e piazze, gratuiti e accessibili, è fondamentale.

Questa pratica nutre di contenuti e rilegge sotto un altro punto di vista i terzi luoghi, per coltivare cultura, relazioni, scambi e saperi. Diversi dai circoli di lettura, in cui si legge generalmente tutti lo stesso libro in forma privata e poi se ne discute insieme; diversi anche dalla lettura ad alta voce molto spesso praticata nelle biblioteche per i gruppi dedicati ai bambini, i Silent Book Club prendono le mosse nel 2012, a San Francisco, dall’iniziativa di Guinevere de la Mare e Laura Gluhanich, due amiche che si incontravano in un bar per leggere ognuna il proprio libro. Nel tempo, questa buona pratica si è diffusa come passaparola, si è espansa coinvolgendo migliaia di lettori che hanno scelto, in tantissime città, di ritrovarsi per fare insieme, in un luogo pubblico, una cosa molto privata: leggere.

A Roma, un grande successo ha riscosso “La Tempesta Silenziosa”, un grande evento di lettura pubblica e collettiva ideato dallo scrittore Alessandro Baricco, che il 17 giugno 2026, ha convogliato nel Parco archeologico del Palatino migliaia di persone che si sono riunite per leggere insieme Le Notti Bianche di Dostoevskij. Un grande evento di città che ha catalizzato l’attenzione sulla funzione della lettura come rito sociale, collettivo, non solo privato, come forma di relazione profonda con sé e con l’altro.

Sono diversi gli appuntamenti che il Silent Book Club di Roma, attivo dal 2025, propone in città: dopo l’appuntamento dello scorso 17 settembre, al Parco degli Acquedotti, torna una nuova lettura collettiva. La storica libreria Coreander, in Largo Lucio Apuleio 10, il prossimo 18 ottobre, dalle 10.30 in poi, apre le sue porte a lettrici e lettori per una mattina di lettura silenziosa, senza fretta, senza telefoni, ma con il piacere di immergersi nella propria storia, tutta da scoprire. Basta portare il proprio libro, qualcosa da bere e concentrarsi. Qui le info per partecipare.

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