La giunta straordinaria convocata per le 12 di oggi a Palazzo d’Orléans dal presidente Renato Schifani non è un atto formale. La Sicilia deve gestire la richiesta di stato di emergenza nazionale dopo che il ciclone Harry ha colpito l’isola, insieme alla Calabria e alla Sardegna, con parametri meteo-marini raramente registrati nel Mediterraneo. Nel pomeriggio è atteso il sopralluogo del ministro Nello Musumeci e del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, che ispezioneranno i litorali di Santa Teresa di Riva e il lungomare di Ognina a Catania.
La dinamica delle onde di tempesta
I dati tecnici spiegano la devastazione delle coste orientali. Non si è trattato di una comune mareggiata, ma di uno storm surge (onda di tempesta) combinato a un fenomeno di swell (moto ondoso lungo) con caratteristiche oceaniche. La bassa pressione profonda ha causato un innalzamento del livello del mare, mentre venti superiori ai 120 km/h hanno agito su una vastissima superficie marina.
Durante una diretta sul lungomare: il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, e il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, mentre mostravano in live i danni provocati dal ciclone Harry, sono stati improvvisamente travolti da un’onda. Le immagini raccontano in modo… pic.twitter.com/kKIKWzgRzW
— La Sicilia (@lasiciliait) January 20, 2026
Questa combinazione ha generato onde con un’altezza massima di 16 metri e un “periodo” di 10 secondi. In termini fisici, significa che sulla costa si è abbattuta una massa d’acqua con una frequenza e una forza d’urto paragonabili a quelle oceaniche. A Siracusa il muraglione di via Arsenale ha ceduto, mentre a Mascali e Acireale il mare ha abbattuto i muri di cinta delle abitazioni sul lungomare. Secondo Fabio Morreale (Natura Sicilia), l’entità dei danni è legata a un nodo irrisolto: “l’eccessiva vicinanza delle costruzioni alla riva”.
Ferrovie interrotte e città isolate
Il fango e le mareggiate hanno compromesso i collegamenti infrastrutturali. Se la circolazione è ripresa sulle linee Caltanissetta-Agrigento e Siracusa-Caltanissetta, la situazione resta critica sulla costa ionica. A Scaletta Zanclea, nel Messinese, la forza del mare ha distrutto il terrapieno: i binari della Messina-Catania sono rimasti sospesi nel vuoto, rendendo impossibile il transito dei treni.
A Santa Teresa di Riva si lavora per ripristinare i servizi minimi. La condotta idrica principale è stata distrutta e i tecnici hanno dovuto realizzare un bypass d’urgenza per alimentare la zona sud, mentre l’Enel sta utilizzando gruppi elettrogeni per sopperire ai blackout. Il sindaco Danilo Lo Giudice ha confermato l’arrivo dell’esercito per supportare la popolazione nelle operazioni di sgombero dei detriti.
Il monitoraggio nelle scuole
A Catania il sindaco Enrico Trantino ha prorogato la chiusura di scuole, parchi e giardini pubblici. La decisione è legata alla necessità di verifiche strutturali negli edifici dopo le piogge torrenziali, che nella zona etnea hanno raggiunto i 600 millimetri. “Stiamo predisponendo la delibera per lo stato di calamità – ha spiegato Trantino – i danni potrebbero aggirarsi su decine di milioni di euro“.
Nonostante il progressivo spostamento del minimo depressionario verso est, l’allerta resta alta. Il miglioramento definitivo è previsto per oggi, 22 gennaio, ma la conta dei danni strutturali alle difese costiere e alla rete ferroviaria richiederà tempi molto più lunghi.
