Immaginiamo fiorire i giardini in primavera, farsi verdi in estate, per ingiallirsi e incanutire pian piano tra l’autunno e l’inverno. È così che è sempre stato il ciclo delle stagioni, ormai stravolto da un cambiamento climatico che ci impone estati sempre più lunghe, temperature sempre più alte, precipitazioni sempre più rade. E ci abituiamo a fioriture inusitate, al pari della caduta delle foglie fuori stagione, quando per risparmiare energia gli alberi in sofferenza per il troppo stress idrico lasciano cadere le loro foglie prematuramente secche.
Lo abbiamo visto con la siccità che ha permeato i mesi estivi: gli alberi erano assetati, e la necessità di intervenire in emergenza per non farli seccare è diventata una priorità nella maggior parte delle città, in particolare in quelle dove si concentra l’attività antropica, come Roma e Milano, attanagliate da impietose ondate di calore.
Come le piante costruiscano simbiosi
Tuttavia, a poca distanza da Roma ci sono due giardini che fioriscono tutto l’anno, pensati e progettati per avere un ciclo vitale che non lasci spazio all’assenza di colore. E visitarli e studiarne la progettazione è un interessante esercizio di riflessione su come le piante costruiscano simbiosi, resilienza e comunità che permettono loro di resistere anche nelle condizioni climatiche più sfidanti.
Due giardini che proprio nel mese di ottobre si lasciano ammirare con aperture speciali per visitare le loro stanze arboree e i percorsi tematici sulla botanica e sulla storia dei luoghi, a poca distanza l’uno dall’altro. I Giardini di Ninfa, 8 ettari ai piedi della rocca di Sermoneta che li sovrasta e li protegge, vigile, per il mese di ottobre sono aperti alle visite nei fine settimana, compreso quello del 7 e 8 novembre: un mese intero per scoprire la storia e i colori di un giardino pensato e progettato per essere sempre verde, per stimolare la curiosità di chi lo attraversa, per accogliere la meraviglia dei visitatori in un microclima che le stesse piante preservano.
Una due giorni dedicata ai giardini mediterranei
A poca distanza, si estendono i 10 ettari dei Giardini della Landriana, che il 10 e 11 ottobre ospitano la manifestazione Autunno alla Landriana, una due giorni dedicata ai giardini mediterranei, alla biodiversità e alla produzione mellifera, con laboratori e appuntamenti per la cittadinanza e le scuole.
Questi due giardini, scrigni di biodiversità e piante particolari, hanno una storia comune che nasce dalla passione di due donne che ne hanno nel tempo costruito, custodito, implementato e ampliato le collezioni arboree, lasciando ai discendenti un’eredità botanica e culturale preziosa. Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onorato Caetani, alla fine dell’Ottocento iniziò a curare il Giardino di Ninfa, passando poi il testimone nel tempo a Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, che rese il giardino un luogo di scambio culturale, ed infine a Lelia Caetani, che ne lasciò le redini all’attuale Fondazione. Nel caso della Landriana, fu invece Lavinia Taverna con suo marito, il marchese Gallarati Scotti, a dare avvio alla nascita dei Giardini, a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, affidandone la progettazione all’architetto paesaggista inglese Russell Page.
Due luoghi che nascono dalla passione e dalla visione di donne che avevano intravisto in questi luoghi un patrimonio potenziale da curare e da custodire, come luoghi di studio, benessere, ispirazione: molti scrittori e scrittrici li hanno visitati e raccontati nel tempo, come ad esempio Virginia Woolf, che rimase affascinata da Ninfa e che, da appassionata di giardini, si dedicò lei stessa alla cura minuziosa del suo splendido parco a Monk’s House, come luogo di ispirazione e pace.
Per visitare con le aperture straordinarie questi giardini https://www.giardinodininfa.eu/collections/giardino-di-ninfa e https://www.landriana.com/
