23 Febbraio 2024
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Istruzione

Se i bambini non vogliono

“Dai il bacio alla nonna, abbraccia lo zio!”. Ma noi adulti possiamo essere obbligati a baciare chi dicono gli altri? I nuovi metodi di insegnamento, se mal interpretati, rischiano di compromettere la stessa educazione. In discussione anche il metodo Montessori.

Chi non conosce il famosissimo metodo Montessori, quello sviluppato dalla pedagogista ed educatrice Maria Montessori? Ormai un mantra per molti genitori e insegnanti che non vedono altro modo per crescere le nuove generazioni. In effetti, cosa c’è di più bello che diventare grandi con indipendenza, avendo a disposizione una vasta libertà di scelta nel proprio percorso educativo, godendo del naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale? A parole, niente. Ma se la funzione dell’ambiente nella teoria montessoriana è quella di permettere al bambino di sviluppare l’autonomia in tutte le aree, in base alle proprie direttive evolutive interne, questo non significa che, in un ambiente estraneo, la casa della zia a Natale o la sala del nostro vicino di casa, possano essere prese di mira per sperimentare senza rispetto.

Il bimbo ha il diritto di assaggiare, di imparare a nutrirsi, anche con le manine, ma non ha la possibilità di lanciare il servizio “bello” di ceramica perché deve conoscere i materiali a casa altrui. Sembrano semplici regole di vita, ma in questi tempi moderni non sono più così scontate. Così, è iniziato un grande dibattito sulla vera efficacia di questo metodo. Un esempio? Potrebbe non essere adatto per tutti; ci sono bambini che hanno bisogno di indicazioni più dirette e rigide per prepararsi a un ambiente competitivo. Ma come tutte le teorie vanno capite e poi messe in pratica correttamente e per farlo ci vuole metodo. Non tutti sono in grado di farlo, ci vogliono insegnanti specializzati e ben informati altrimenti si rischia di travisare il significato profondo.

Libertà e consenso, due parole che stanno tenendo banco nei dibattiti di questi periodi e che vanno a interessare anche l’educazione delle nuove generazioni. Un esempio concreto? C’è chi contesta l’obbligo che molte famiglie impongono ai loro bambini di dare dei baci. Ci spieghiamo meglio, con esempi concreti: “Dai il bacio alla nonna, abbraccia lo zio”… e così via. Noi adulti possiamo essere obbligati a baciare chi dicono gli altri senza il nostro consenso? No, e infatti c’è chi insiste nella teoria che nemmeno i più piccoli dovrebbero farlo: non solo non sarebbe corretto obbligare a espressioni fisiche di affetto a richiesta (magari col ricatto morale che amici e parenti ci restano male). Secondo questa idea non è compito dei piccoli sentirsi in imbarazzo per evitare disagi agli adulti. Si pensa che proprio ai bambini vada insegnato per primi il rispetto del proprio corpo, con determinazione. E quindi? C’è una bella differenza tra l’abbraccio forzato e la mancanza di saluto. Rischiamo di creare una generazione di maleducati o di futuri adulti più consapevoli del significato della parola “no”? Come sempre, nella logica e nel rispetto c’è la chiave dell’educazione.

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