13 Ottobre 2026
/ 13.10.2026

Torri Ligini, dopo vent’anni di degrado arriva la rinascita

Inaugurato il complesso nato per le Olimpiadi del 1960 e recuperato da Cassa depositi e prestiti: sarà la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate. Gualtieri: “È il modello di rigenerazione che vogliamo”. Leo: il patrimonio pubblico torna a produrre valore

Per chi percorreva la Cristoforo Colombo erano diventate un’abitudine: tre sagome di cemento nudo, svuotate e mai più riempite, ai margini del quartiere razionalista. Da ieri le Torri Ligini hanno di nuovo una pelle di vetro e soprattutto una destinazione: ospiteranno la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate.

Il taglio del nastro

A inaugurarle il sindaco Roberto Gualtieri, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti Dario Scannapieco. È stata Cdp, attraverso la controllata Cdp Real Asset, a promuovere e finanziare l’intervento. I numeri: tre torri di 17 piani unite da due corpi bassi, oltre 60 mila metri quadrati di superficie e 21.700 metri quadrati di spazi interrati riconsegnati alla città senza consumare nuovo suolo.

Per Gualtieri un edificio che si era pensato di abbattere diventa l’esempio della rigenerazione che il Campidoglio vuole promuovere: recuperare l’esistente puntando su qualità, sostenibilità e innovazione. Il sindaco ha allargato lo sguardo al resto dell’Eur, dove presto il laghetto sarà balneabile e a inizio 2027 riaprirà il Museo della Civiltà Romana. Leo ha insistito sul valore del patrimonio pubblico: immobili che conservano la propria identità e tornano a generare ricchezza per il territorio, contribuendo alla modernizzazione e allo sviluppo delle città.

Mezzo secolo in salita

Progettate nel 1957 dal gruppo dell’architetto Cesare Ligini, le torri sono state realizzate in vista delle Olimpiadi del 1960 per accogliere il ministero delle Finanze. Alla fine degli anni Novanta gli uffici hanno abbandonato gli edifici e nel 2002 il complesso è passato a Fintecna. Nel 2005 il progetto di demolizione e ricostruzione di Renzo Piano si è fermato dopo lo smontaggio delle vetrate, lasciando in piedi solo gli scheletri di cemento armato, che per anni sono stati il simbolo del degrado urbano nel cuore del quartiere. Nel 2015 è sfumata anche l’ipotesi Telecom Italia. La svolta nel 2019 con il piano di restauro di Cdp; i cantieri, affidati all’impresa Carron, sono partiti nel 2022.

L’inchiesta archiviata dal tempo

Sul recupero aveva pesato anche un’indagine per corruzione: per la Procura l’allora assessore all’Urbanistica avrebbe concesso ai costruttori uno sconto milionario sugli oneri in cambio di incarichi professionali. Il 18 ottobre 2023 il gup Nicolò Marino ha prosciolto i cinque imputati, richiamando anche l’età delle condotte. Una vicenda giudiziaria durata quasi dieci anni, chiusa senza colpevoli proprio mentre il cantiere arrivava al traguardo.

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