Nei cimiteri veneziani, compreso quello dell’isola di San Michele, il legame tra una persona e il proprio animale potrà durare anche oltre la morte. Il Comune di Venezia ha messo a punto nuove regole che permettono di sistemare un’urna con le ceneri di un animale da compagnia accanto alla sepoltura di chi se ne è preso cura. Non si tratta però di aprire i cimiteri alle tombe per animali: l’urna ha un ruolo solo commemorativo e accessorio, e non potrà occupare lo spazio riservato al feretro, alle ceneri o ai resti umani.
Una risposta a una nuova sensibilità
Per l’assessore all’Ambiente Paolo Romor il provvedimento serve a dare regole precise a un rapporto, quello con gli animali domestici, che la società riconosce sempre di più. L’obiettivo è venire incontro a questa esigenza senza rinunciare a tutela, decoro e rispetto dei luoghi di sepoltura, garantendo procedure certe e tracciabili. Una disciplina, spiega, che “mette ordine in una materia nuova”.
Come e dove si colloca l’urna
Ogni sepoltura potrà ospitare una sola urna, con le ceneri di non più di due animali. Le soluzioni sono tre: nelle tombe a terra il contenitore troverà posto in un vano ricavato nella lapide o nel copritomba; per loculi, ossari e cinerari andrà fissato all’esterno della lastra di chiusura; nelle tombe di famiglia servirà uno spazio dedicato e separato. Toccherà al gestore dei servizi cimiteriali verificare caso per caso stabilità, sicurezza e compatibilità tecnica.
L’urna dovrà essere in materiale resistente e durevole, ancorata in modo saldo e con una targhetta che riporti la scritta “Urna cineraria animale”, un codice identificativo e, se si vuole, il nome dell’animale. Sulla lapide sono vietate dediche all’animale e foto che lo ritraggano da solo, mentre è ammessa l’immagine del defunto insieme al suo compagno a quattro zampe.
Quali animali e chi può fare domanda
Le regole valgono per cani, gatti, conigli, piccoli roditori, uccelli da compagnia, pesci ornamentali, tartarughe e piccoli rettili domestici. Restano fuori gli animali daallevamento o destinati all’alimentazione, la fauna selvatica o protetta e quelli troppo grandi per le soluzioni previste. La richiesta spetta al concessionario della sepoltura o a chi ha titolo su di essa; se il concessionario è morto, serve l’assenso degli altri aventi diritto. L’animale deve essere appartenuto al defunto o a uno di loro, e non occorre che la persona sepolta lo abbia chiesto in vita: la domanda si può presentare anche dopo.
Un regolamento che si aggiorna
La novità fa parte di un percorso più ampio di revisione delle norme cimiteriali. Tra il 2025 e il primo semestre del 2026 il Comune ha già disciplinato l’inumazione delle urne biodegradabili, l’equiparazione dell’unione civile al matrimonio per decidere sulle spoglie del defunto, la sepoltura dei feti e le cerimonie funebri all’aperto.
