23 Febbraio 2024
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Spazio

85 alternative alla Terra nello Spazio

06.02.2024

Una rappresentazione artistica di un pianeta extrasolare credit Nasa.

“Proxima b” potrebbe essere completamente ricoperto da un unico ed enorme oceano. Al febbraio del 2024 gli esopianeti confermati sono 5.572, di cui solo 85 nella cosiddetta “fascia di abitabilità”. La loro storia è affascinante da leggere.

Quando fu scoperto, nel 2016, gli astronomi erano convinti che fosse il vero gemello della Terra. Come nel pianeta liquido del film Interstellar, lo studio elaborato dall’equipe dei ricercatori del Lam (Laboratoire d’Astrophysique de Marseille) aveva ipotizzato che Proxima b potesse essere completamente ricoperto da un unico ed enorme oceano. Individuato nel raggio d’influenza di Alpha Centauri, il sistema di tre stelle più vicino a noi a circa 4,5 anni luce (36mila miliardi di chilometri), ne furono elaborate subito le prime caratteristiche: una massa simile a quella della Terra o poco più grande, un’orbita a circa 7,5 milioni di chilometri (solo il 5% della distanza Terra-Sole), un periodo di rivoluzione di quasi 12 giorni e una posizione nella cosiddetta zona abitabile, ossia la distanza giusta dalla stella per avere acqua allo stato liquido. La stellina nella costellazione del centauro è troppo debole per essere vista a occhio nudo e si trova vicino alla coppia molto più brillante di stelle note come Alpha Centauri AB.

L’astro, intorno al quale Proxima b ruota, è molto più piccolo del Sole. Si tratta di una nana rossa e quindi con una fascia di abitabilità meno distante rispetto alla nostra. Arrivando ai nostri giorni, e con altri e approfonditi studi, l’entusiasmo su Proxima b si è smorzato perché si è capito che l’esopianeta più vicino al Sistema solare, in realtà, pur avendo caratteristiche promettenti, non consentirebbe forme di vita come le intendiamo noi. Gli astronomi si sono convinti di tale realtà dopo un’eruzione di energia e materia di potenza spaventosa, un cosiddetto “flares”. Un brillamento cento volte superiore a quelli che avvengono sul nostro Sole. E quindi quali gli effetti sui tre pianeti che ruotano intorno a Proxima centauri, tra cui Proxima b? Terrificanti. Pur durando solo una manciata di secondi, l’evento non depone certo a favore di chi si era convinto dell’esistenza di eventuali forme di vita. Oltretutto, non sembrerebbe essere stato l’unico episodio del genere. Considerando che una nana rossa ha una vita 10 volte maggiore del nostro Sole, circa 100 miliardi di anni, puntate del genere avrebbero caratterizzato la realtà di quel sistema planetario innumerevoli volte.

Dalla scoperta del primo pianeta extrasolare sono passati quasi 30 anni. Il primo in assoluto è stato Pegasi b, individuato nell’ottobre del 1995. Al febbraio del 2024 gli esopianeti confermati sono 5.572, di cui solo 85 nella cosiddetta “fascia di abitabilità”. La ricerca va avanti ed è affidata a due nuovi potenti strumenti, uno già in servizio permanente effettivo, ovvero il telescopio spaziale Jwt (James Webb telescope) lanciato oltre due anni anni fa, e l’Elt (Extremely large telescope), un Osservatorio alto come un palazzo di trenta piani dotato di uno specchio principale di oltre 39 metri. La struttura scientifica è in fase di realizzazione in cima al Cerro Armazones, nel deserto cileno di Atacama. La scoperta del primo pianeta al di fuori del nostro Sistema solare aveva aperto scenari incredibili e, soprattutto, aveva generato delle aspettative inimmaginabili. Oggi sappiamo che quasi sicuramente ci sono più pianeti che stelle.

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