23 Gennaio 2026
/ 22.01.2026

Elettricità, nella Ue vento e sole superano i fossili

Nel 2025 il vento e il sole hanno coperto il 30% della generazione elettrica complessiva, superando carbone, petrolio e gas che, messi insieme, restano al 29%. Nel complesso, le rinnovabili hanno garantito il 48% dell’elettricità dell’Unione

Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, eolico e solare hanno prodotto più elettricità delle fonti fossili. Nel 2025 il vento e il sole hanno coperto il 30% della generazione elettrica complessiva, superando di un soffio carbone, petrolio e gas messi insieme, fermi al 29%. Un dato che segna un cambio di passo netto nella transizione energetica europea e che racconta un sistema elettrico sempre meno legato alle fonti tradizionali.Il quadro emerge dalla European Electricity Review pubblicata dal think tank globale Ember, che analizza nel 2025produzione e consumi elettrici dei 27 Paesi membri.

Rinnovabili vicine alla metà del mix

A trainare il sorpasso è stato il fotovoltaico, cresciuto per il quarto anno consecutivo a ritmi sostenuti. Nel 2025 la produzione solare è aumentata di oltre il 20% e ha raggiunto il 13% del mix elettrico europeo, superando sia il carbone sia l’idroelettrico. L’anno è stato infatti segnato da condizioni meteo poco favorevoli ad alcune rinnovabili: meno acqua nei bacini e meno vento hanno frenato idroelettrico ed eolico, mentre il sole ha continuato a macinare chilowattora.

Nel complesso, le rinnovabili hanno garantito il 48% dell’elettricità dell’Unione. L’eolico resta la seconda fonte elettrica europea con il 17% e, da solo, ha prodotto più elettricità del gas. In appena cinque anni, la quota combinata di eolico e solare è passata dal 20% al 30%, mentre i fossili sono scesi dal 37% al 29%. Un segnale di cambiamento strutturale.

La trasformazione non riguarda solo il Nord Europa. Anche l’Italia corre, soprattutto sul fotovoltaico. Nel 2025 la produzione solare è cresciuta del 24% rispetto all’anno precedente, arrivando a coprire il 17% dell’elettricità nazionale. Un risultato importante, che colloca il Paese tra quelli dove il sole pesa di più nel mix elettrico.

Ma il gas tiene ancora i costi alti

Il rovescio della medaglia resta la forte dipendenza dal gas. A livello europeo, la produzione elettrica da gas è aumentata nell’ultimo anno per compensare il calo dell’idroelettrico, ma resta comunque molto sotto i livelli del 2019. Il problema è il costo: le importazioni di gas per la generazione elettrica hanno raggiunto 32 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2024. A pagare il conto più salato sono state soprattutto Italia e Germania, con un effetto diretto sui prezzi dell’elettricità, saliti in media dell’11%.

Secondo Beatrice Petrovich, autrice del rapporto, il messaggio è inequivocabile: “Questo storico sorpasso mostra quanto velocemente l’Unione Europea si stia muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento. Proprio mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all’instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l’energia pulita è più chiara che mai”.

Batterie, la chiave per uscire dalla trappola dei prezzi

Qui entra in gioco un altro elemento decisivo: lo stoccaggio. L’Italia è già oggi tra i Paesi leader in Europa per diffusione delle batterie di grande scala e concentra circa il 20% della capacità operativa totale dell’UE. Nel 2025 questi sistemi hanno iniziato a coprire una parte significativa della domanda serale, riducendo il ricorso alle centrali a gas nelle ore più costose.

Il potenziale è enorme. Nei prossimi anni la capacità di accumulo potrebbe crescere di quasi sei volte, aprendo la strada a un modello già sperimentato altrove. Il caso più citato è quello della California, dove le batterie, caricate con il solare diurno, arrivano a coprire circa un quinto dei consumi serali, tagliando drasticamente l’uso del gas nei picchi di domanda. Una traiettoria che permetterebbe anche all’Italia di stabilizzare i prezzi e ridurre le importazioni.

Rinnovabili contro inerzia politica

Il trend è chiaro, ma dibattito resta acceso perché la velocità del cambiamento non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei e le indicazioni della comunità scientifica. Michele Governatori, esperto senior energia di ECCO, sottolinea come il fotovoltaico abbia già garantito nel 2025 circa 10 terawattora di elettricità nonostante ostacoli burocratici e ritardi autorizzativi. “Accelerare questa crescita è l’unico modo per ridurre i prezzi dell’energia in modo strutturale”, osserva, criticando la tendenza a tenere in vita centrali a carbone e a puntare su ipotesi di nucleare, mentre il gas continua a rendere l’Italia uno dei mercati energetici più costosi d’Europa.

Il rapporto rivela che le rinnovabili funzionano, costano meno e riducono la dipendenza esterna. Con batterie, flessibilità della rete ed elettrificazione dei consumi, la transizione non è più un esercizio teorico. È già in corso. E per l’Europa è l’occasione per aumentare la propria competitività.

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