Le proteste contro l’overtourism non riguardano più soltanto città europee come Barcellona o Venezia. Anche in India stanno emergendo tensioni tra residenti e visitatori, soprattutto nei luoghi diventati improvvisamente popolari grazie ai social e alle guide turistiche. Uno dei casi più recenti arriva da Mawlynnong, un piccolo villaggio dello Stato del Meghalaya, nel nord-est del Paese, che negli ultimi anni è diventato un simbolo internazionale di pulizia e sostenibilità.
Il villaggio più pulito dell’Asia
Mawlynnong è un centro abitato di poche centinaia di persone immerso nel verde delle colline vicino al confine con il Bangladesh. Nel 2003 una rivista di viaggi lo definì “il villaggio più pulito dell’Asia”, un titolo che ha cambiato il destino di questo remoto angolo dell’India. Da allora la località ha attirato un numero crescente di visitatori, curiosi di vedere un luogo dove la cura dello spazio pubblico è diventata una vera e propria regola di vita.
Passeggiando tra le strade del villaggio si nota subito l’assenza quasi totale di rifiuti. I sentieri sono spazzati di continuo e lungo i percorsi compaiono cestini costruiti con il bambù. La pulizia non è affidata a un servizio pubblico strutturato ma all’impegno diretto degli abitanti.
Il malcontento dei residenti
Negli ultimi mesi però la crescente popolarità ha iniziato a creare problemi. Alcuni residenti lamentano comportamenti sempre più incivili da parte dei turisti: bottiglie di plastica lasciate lungo i sentieri, cartacce abbandonate tra le case e visitatori che ignorano le regole locali. In un villaggio che ha costruito la propria reputazione proprio sulla disciplina collettiva e sul rispetto dell’ambiente, questi episodi hanno provocato irritazione e preoccupazione.
Per gli abitanti la pulizia non è soltanto una questione estetica ma un elemento centrale della vita comunitaria. Vedere rifiuti per strada significa rompere un equilibrio costruito nel tempo grazie alla collaborazione di tutti.
A Mawlynnong la gestione dei rifiuti è organizzata in modo semplice ma efficace. I cestini di bambù distribuiti lungo le strade permettono di raccogliere i rifiuti che vengono poi separati, mentre la parte organica viene spesso trasformata in compost per l’agricoltura locale. Anche i bambini partecipano alla cura del villaggio e imparano fin da piccoli a mantenere puliti gli spazi comuni.
Natura e tradizioni del popolo Khasi
Mawlynnong si trova nel territorio del popolo Khasi, una comunità che ha sviluppato nel tempo un rapporto molto stretto con l’ambiente naturale. Nei dintorni del villaggio si trovano anche i celebri “ponti di radici viventi”, strutture costruite intrecciando nel corso degli anni le radici degli alberi di ficus per attraversare torrenti e corsi d’acqua. Questi ponti naturali diventano più resistenti con il tempo e rappresentano uno degli esempi più sorprendenti di ingegneria tradizionale basata sulla collaborazione con la natura.
Turismo e sostenibilità: trovare un equilibrio
Il turismo ha comunque portato benefici economici alla comunità. Alcuni abitanti gestiscono piccole pensioni familiari, altri vendono prodotti agricoli o artigianali ai visitatori. Tuttavia la crescita del flusso turistico sta costringendo il villaggio a interrogarsi su come proteggere il proprio modello di vita.
Il timore è che la fama conquistata negli ultimi anni finisca per compromettere proprio ciò che rende Mawlynnong speciale. La comunità locale sta quindi valutando nuove regole e iniziative per ricordare ai visitatori che questo luogo non è soltanto una meta curiosa da fotografare ma una realtà abitata, con tradizioni e norme precise.
