13 Marzo 2026
/ 13.03.2026

La cura del verde per ridurre il disagio giovanile

Prendersi cura del verde non significa soltanto tutelare l’ambiente. Gli spazi verdi sono fondamentali anche per la socialità, soprattutto per i più piccoli

Sessantacinquemila metri quadrati di nuovo verde pubblico a fronte di un dato allarmante: quasi il 40% dei cittadini romani dichiara un reddito inferiore ai 15 mila euro annui, con picchi di svantaggio socio-economico per i minori concentrati nelle aree periferiche. I numeri spesso spiegano le dinamiche urbane in modo più chiaro di una teoria sociologica. Per questo nel Municipio XIV, quadrante nord-ovest di Roma, la riqualificazione del Parco della Lucchina assume un significato non solo ambientale, ma anche sociale.

Con un investimento di oltre due milioni e mezzo di euro e l’apertura dei cantieri fissata per giugno, l’amministrazione capitolina si prepara a trasformare una vasta area incolta tra viale Esperia Sperani e i condomini limitrofi in un anello verde, in un corridoio ecologico che fa bene all’ambiente e alle persone. Perché il piano di intervento, inserito nel contesto dei “Cento parchi per Roma“, parla un linguaggio tecnico che si traduce in un impatto tangibile sulla qualità della vita quotidiana.

Il progetto

I dodici mesi di lavori previsti porteranno alla messa a dimora di quasi 80 nuovi alberi ad alto fusto, accompagnati da 500 nuovi arbusti e da oltre 1.600 piante erbacee perenni. Una barriera vegetale studiata e progettata per mitigare l’inquinamento acustico e atmosferico generato dalle arterie stradali, e per restituire ossigeno e respiro a un quartiere a lungo dimenticato dalla pianificazione urbanistica di qualità.

Un aspetto sicuramente interessante del progetto risiede nella sua funzione di presidio territoriale permanente: creare un luogo bello, accessibile, sicuro e curato significa sottrarre migliaia di metri quadrati al degrado e restituirli alla società trasformando un vuoto in uno spazio a disposizione dei cittadini e delle famiglie.

L’importanza degli spazi verdi per la società

Per comprendere l’urgenza sociale di questi interventi, è necessario allargare lo sguardo sui dati legati alla povertà educativa. Openpolis, insieme all’impresa sociale Con i Bambini, ha raccontato di una Roma in cui le disuguaglianze territoriali si misurano anche e soprattutto calcolando i metri quadri di verde fruibile per ogni cittadino minorenne. E se la media nazionale nei capoluoghi di provincia italiani si attesta, seppur con le sue criticità, intorno ai 128 metri quadrati per ogni residente al di sotto dei diciotto anni, nella capitale la distribuzione del patrimonio verde è drammaticamente (e storicamente) sbilanciata. I quartieri del centro e le zone più residenziali più agiate, infatti, beneficiano costantemente dell’ombra di ville storiche e grandi parchi curati, mentre immense porzioni delle periferie est e nord-ovest soffocano in una morsa ininterrotta di cemento, drammaticamente carenti di spazi aggregativi che non siano centri commerciali.

Nello specifico, il rapporto Giovani e Periferie evidenzia in questo senso una correlazione netta: i municipi romani che registrano il più alto indice di disagio socio-economico, in particolare in alcune aree del quadrante orientale, sono sistematicamente gli stessi territori in cui si registra una minore dotazione di aree verdi pubbliche adeguatamente attrezzate.

La privazione di natura, in questo quadro clinico della città, non è dunque solo un fattore estetico o marginale, ma un vero e proprio moltiplicatore del disagio: ogni bambino e adolescente che cresce senza un parco vicino casa è un individuo a cui viene negato l’inalienabile diritto dell’esplorazione e del gioco libero all’aria aperta, con una socializzazione che spesso viene limitata all’ambiente scolastico e alle mura domestiche.

Ma questa non è una novità. In ambito accademico e scientifico, infatti, è risaputo che l’interazione con gli spazi verdi riduce in modo significativo i livelli di stress e ansia in età evolutiva, e aiuta a migliorare i parametri di attenzione; il che, implicitamente, si può tradurre nella mitigazione dei tassi di abbandono e dispersione scolastica.

Nel Lazio, regione in cui i fondi strutturali del PNRR faticano ad arginare ritardi decennali nell’edilizia scolastica e le coperture degli asili nido, la creazione di nuove infrastrutture verdi non può essere considerata un lusso. Al contrario, rappresenta un pilastro per garantire la tenuta sociale del territorio.

Socialità e clima

A questo quadro, si somma l’urgenza dettata dalla crisi climatica che, in particolar modo nelle grandi aree metropolitane, agisce come un acceleratore delle disuguaglianze economiche. Roma, secondo le più recenti analisi sull’ecosistema urbano, presenta una copertura arborea complessiva ferma a circa il 24%. Un dato, questo, che la pone in netto svantaggio se paragonata ad altre capitali europee che nel corso degli ultimi decenni hanno fatto investimenti importanti nella forestazione urbana.

Durante le ondate di calore estivo, ormai sempre più lunghe e aggressive, il verde fa una grande differenza. Perché le isole di calore urbane, inevitabilmente, finiscono per colpire maggiormente le fasce di popolazione economicamente più vulnerabili. E i bambini dei quartieri marginali, durante la chiusura estiva delle scuole, rischiano di rimanere reclusi in abitazioni piccole e prive di impianti di condizionamento adeguati, finendo per perdere occasioni di socialità all’aperto.

CONDIVIDI

Continua a leggere